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Sparatoria Las Vegas non è atto terroristico: ucciso il lupo solitario Cinquanta morti e più di 400 feriti

di Benedetta Vitettadomenica 8 ottobre 2017
2' di lettura

"Non consideriamo la sparatoria un atto di terrorismo, ma l'azione di un lupo solitario". A dirlo la polizia di Las Vegas, sottolineando che restano ancora da chiarire i motivi alla base della sparatoria che ha fatto 50 vittime e più di 400 feriti. L'attentatore, Stephen Paddock di 64 anni - che ha fatto fuoco dal 32esimo piano del Mandalay Bay Hotel sui partecipanti del concerto del cantante country Jason Aldean - è stato ucciso. Al momento, la polizia è alla ricerca della compagna dell'attentatore. La donna asiatica di 62 anni, Mari Lou Danley, è infatti ancora a piede libero. I due vivevano insieme in un complesso residenziale per anziani. Erano le ore 22 (ora locale) quando Paddock, dall'alto dell'hotel, ha iniziato a sparare - con un fucile automatico - sulle 40mila persone che partecipavano al concerto di Aldean: ed è stato un bagno di sangue. Fra i morti anche due agenti di polizia fuori servizio.  L'attacco sembra sia durato circa 20 minuti. A dirlo i media svizzeri sulla base di un'intervista a una connazionale che si trovava sulla scena. "Abbiamo sentito gli spari di una mitragliatrice mentre eravamo nella nostra stanza d'albergo e sono durati almeno 20 minuti", ha detto la donna alla rete 20 Minuten. "La polizia ci ha detto di rimanere nella nostra stanza, togliere le scarpe e bloccare le porte", ha aggiunto la donna, spiegando che gli elicotteri circondavano l'hotel, mentre gli agenti erano nei corridoi". Il cantante Aldean scioccato ha rassicurato i suoi fan su Instagram sul suo stato di salute. "Stasera è stato orrendo" ha scritto. "Non so ancora cosa dire..I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutti coloro che sono rimasti coinvolti stasera. Mi fa male a cuore pensare che questo è accaduto a chi era venuto per divertirsi". Una ''sparatoria terribile. Le mie più calde condoglianze alle famiglie delle vittime''. Così, su Twitter, il presidente americano Donald Trump. Con 50 vittime, ora la sparatoria di Las Vegas diventa la peggiore sparatoria di massa nella storia degli Stati Uniti. Il primato negativo spettava finora all'attacco del 12 giugno del 2016 contro il "Pulse", un night club gay di Orlando, in Florida, dove il 29enne Omar Mateen, uccise 49 persone e ne ferì altre 53.