Mosca, 19 mar. (Adnkronos) - La procura russa chiude l'inchiesta sulla morte di Sergei Magnitsky avvenuta nel 2009 nel carcere della Butyrka a Mosca in cui era detenuto dall'anno precedente perche' "durante l'inchiesta non sono emerse prove oggettive di reati". Secondo quanto ha reso noto la Commissione inquirente "nessuna violenza fisica o tortura e' stata commessa" in carcere contro l'avvocato che lavorava per la Hermitage Capital e aveva denunciato una frode da 230 milioni di dollari da parte di funzionari pubblici. Magnitsky, si conclude, "era stato arrestato secondo quanto previsto dalla legge". Il Consiglio per i diritti umani del Cremlino aveva invece stabilito nel 2011 che vi erano "le basi per sospettare che la morte di Magnitsky fosse il risultato di una aggressione e dell'assenza di cure mediche e non di un infarto, come era invece precisato nel referto ufficiale. Il processo post mortem per evasione fiscale contro Magnytsky invece va avanti (la prima udienza si terra' il 22) anche se i familiari, che hanno gia' preannunciato la loro intenzione di ricorrere contro la decisione della Commissione inquirente annunciata oggi, si sono dissociati denunciando il cinismo dei magistrati. Alla fine dello scorso anno gli Stati Uniti hanno varato una legge che porta il nome dell'avvocato in cui si introducono sanzioni mirate contro persone (entro il 14 aprile la Casa Bianca dovra' definire i nomi) coinvolte con la sua morte o con altre clamorose violazioni dei diritti umani. Anche il Parlamento europeo ha sollecitato il Consiglio ad adottare misure simili.




