Washington, 24 mar. (Adnkronos) - Ogni giorno negli Stati Uniti circa 300 immigrati sono tenuti in isolamento in 50 strutture detentive. Circa la meta' di loro sono tenuti in isolamento per 15 o piu' giorni, rischiando gravi traumi mentali secondo quanto sostengono gli esperti di psichiatria. Circa 35 detenuti sono invece tenuti in isolamento per oltre 75 giorni. E' quanto rivelano i dati dello US Immigration and Customs Enforcement, l'agenzia del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti responsabile per l'immigrazione. Come scrive il New York Times, i dati non indicano i motivi che spingono le autorita' a decidere l'isolamento per questi detenuti, ma secondo un consulente che ha assistito l'agenzia per l'immigrazione nel mettere a punto i dati, per circa due terzi si tratta motivi dovuti a infrazioni di carattere disciplinare, a discussioni con le guardie o a risse. Gli immigrati vengono anche regolarmente messi in isolamento perche' ritenuti una minaccia per gli altri detenuti o per il personale carcerario o a scopo protettivo, nei casi in cui l'immigrato sia omosessuale o affetto da problemi mentali. Il Nyt rileva che gli Stati Uniti sono oggetto di aspre critiche sia interne che all'estero per il ricorso all'isolamento carcerario con una frequenza superiore a quella di qualsiasi altro Paese democratico. Sebbene l'agenzia per l'immigrazione ponga in isolamento solamente l'1 per cento del totale degli immigrati detenuti, la pratica, scrive il quotidiano, e' comunque inquietante poiche' si tratta di individui accusati di reati civili e non penali e la loro detenzione e' decisa solamente per assicurare la loro presenza nelle udienze amministrative a loro carico.




