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Dopo il coronavirus, l'hantavirus: Cina, morto un operaio per l'infezione trasmessa dai roditori

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Mentre l’Italia e il mondo intero sono nel pieno dell’emergenza coronavirus, la Cina che ne è stata l’epicentro ne è ormai quasi del tutto fuori. Per questo ha suscitato una certa paura la notizia, riportata dal Global Times, secondo cui un uomo è morto per hantavirus. Si tratta di un altro virus, trasmesso dai roditori: un operaio si è sentito male mentre stava andando a lavoro lunedì 23 marzo ed è deceduto nel giro di poche ore. Le persone che avevano viaggiano con lui in autobus sono risultate tutte negative al coronavirus e stanno aspettando i risultati dell’hantavirus, ma in Cina ritengono improbabile il contagio.

“Nella maggioranza dei casi - ha dichiarato Yang Zhanqiu, virologo dell’università di Wuhan - non viene trasmesso attraverso il sistema respiratorio, ma il contagio tra umani può avvenire attraverso le secrezioni corporee e il sangue di un paziente malato”. L’hantavirus è un’infezione caratterizzata da febbre, tendenze ad emorragie e danni ai reni: può essere provocata da contatti con roditori, come aver mangiato cibo toccato da loro o respirare in ambienti contaminati dalle feci dei roditori. "Non c'è motivo di preoccuparsi per l'hantavirus, è una malattia prevenibile e controllabile e ci sono vaccini", ha detto ancora Yang, precisando che la diffusione nelle città è molto scarsa e che oltre che in Cina vi sono stati casi in Russia, Finlandia e Svezia.

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