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Beirut, Hezbollah accusa Israele: "È stato un sabotaggio, gravi conseguenze politiche dopo la catastrofe"

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Questa catastrofe avrà gravi conseguenze a vari livelli e richiederà, a tutti i libanesi e a tutte le forze politiche, la solidarietà, l’unità e l’azione comune per superare gli effetti di questo crudele calvario”. Hezbollah rompe il silenzio sulla catastrofe di Beirut con un comunicato ufficiale, dopo essere stato tirato in ballo da diverse fonti d’intelligence occidentali: a saltare in aria provocando la distruzione della zona portuale della capitale del Libano sarebbe stato proprio un deposito di armi di Hezbollah. Ipotesi che si discosta dalla versione ufficiale del premier Hassan Diab, secondo cui il disastro sarebbe stato causato da un’esplosione di un deposito di fuochi di artificio o di nitrato di ammonio, generata da un incendio. Fonti di Hezbollah attribuiscono invece ad un sabotaggio israeliano la responsabilità della potente esplosione che ha sconvolto Beirut, causando almeno 100 morti e oltre 4.000 feriti. Secondo quanto apprende l’Adnkronos, le milizie sciite filoiraniane ritengono possibile che le due esplosioni consecutive che hanno interessato il deposito numero 12 del porto di Beirut siano state causate da un’azione di sabotaggio di Israele. Il quale però si è subito chiamato fuori e anzi ha offerto il suo aiuto medico. 

 

 

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