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Putin, l'ambasciatore: "Se lo mettiamo all'angolo? Reazioni imprevedibili"

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"Forse per la prima volta, Putin viene criticato apertamente a casa sua per non essere stato abbastanza aggressivo, il che può spingerlo a una ulteriore escalation": l'ambasciatore Stefano Stefanini, ex consigliere diplomatico del presidente Napolitano e già rappresentante italiano presso la Nato, parla così della risposta russa all'avanzamento ucraino a Kharkiv. Gli uomini di Zelensky, infatti, sarebbero riusciti a mettere in fuga i soldati russi ottenendo un grande successo in quella zona. Mosca ha risposto con "missili e bombardamenti su obiettivi infrastrutturali e civili nell'Ucraina orientale e meridionale". Delle mosse che, secondo l'ambasciatore, potrebbero essere state giudicate troppo morbide in Russia.

 

 

 

Intervistato dal Messaggero, Stefanini ha parlato del timore che al momento avrebbero tutti: il ricorso all'arma nucleare. "Ciò che la politica americana ed europea, occidentale, ha cercato di evitare è stato indurre Putin a un confronto non convenzionale, nucleare in particolare, tanto più che la dottrina russa prevede in modo specifico l'uso delle armi nucleari tattiche, cioè le armi di teatro atomiche con portata limitata, per evitare una sconfitta convenzionale", ha spiegato l'esperto. Il rischio, comunque, ci sarebbe: "Più volte, sia Putin sia il ministro degli Esteri Lavrov, hanno evocato la parola nucleare. Questo spettro c'è. Bisogna che evitiamo di mettere il presidente russo all'angolo, perché in quel caso le sue reazioni potrebbero essere imprevedibili".

 

 

 

Altre possibili conseguenze prevedono invece una rivolta interna: "I russi potrebbero domandarsi dove li voglia portare con questa guerra disastrosa il loro presidente, rispondersi e trarne le conseguenze - ha proseguito Stefanini -. Ma l'Occidente deve considerarlo un problema russo, sbaglierebbe a chiedere un cambio di regime, come invece pretendeva Putin in Ucraina". Le prospettive, per l'ambasciatore, non sarebbero positive: "Non sono granché ottimista: Putin non può vincere combattendo, perciò cercherà di usare altri strumenti, dalla guerra non convenzionale a quella del gas verso l'Europa".

 

 

 

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