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Biden, dietro l'"Armageddon nucleare" un dossier: il retroscena che preoccupa

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Joe Biden ha invocato l'"Armageddon nucleare". Nel cuore della notte il presidente degli Stati Uniti ha spiazzato il mondo intero. Cosa ci sia dietro, oltre alla forte preoccupazione di un'escalation con Mosca, è oggetto di analisi da parte degli esperti e delle cancellerie internazionali. Ma diverse fonti non negano la possibilità che a spingere Biden ci sia un dossier della Cia. Stando a quanto riportato dal Giornale, l'intelligence americana avrebbe notato diversi segnali di cedimento all'interno del regime russo. Dentro il briefing viene citato un uomo vicinissimo a Vladimir Putin che avrebbe mostrato allo zar tutto il suo disappunto per la sua gestione della guerra in Ucraina.

 

 

Da qui l'idea che Biden si stia convincendo del crescente isolamento interno del leader russo, forse di un collasso imminente della sua leadership. E dunque del rischio di reazioni incontrollabili. Un'ipotesi parzialmente confermata dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Sarebbe stato lui a imputare agli ucraini la responsabilità del conflitto. Secondo Lavrov  sono loro a "mirare di creare rischi di utilizzo di vari tipi di armi di distruzione di massa".

 

 

In ogni caso l'uso del termine "Armageddon", uno scontro finale e catastrofico, non è passato inosservato. Fino a questo momento la Casa Bianca ha sempre utilizzato termini come "conseguenze catastrofiche" per parlare dell'utilizzo di armi nucleari. Ora invece Biden ha fatto ricorso a una parola che ricorda più uno scenario di rapida escalation, col ricorso anche da parte Usa all'arma atomica. Insomma, ora più che mai il conflitto rischia di allargarsi.

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