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Hamas, sì al cessate il fuoco. Ma Israele: "Solo un trucco". E inizia l'operazione a Rafah

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Dopo giorni di indiscrezioni e smentite, ecco la (presunta) ufficialità: il capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, conferma il "sì" del movimento terroristico palestinese alla proposta di Qatar ed Egitto per un cessate il fuoco. Lo conferma la stessa Hamas in una nota in cui si dà conto del fatto che sono stati informati il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ed il capo dell'intelligence egiziana, Abbas Kamal.

Peccato che Israele, di fatto, smentisca. O quanto meno mostri di non credere affatto all'accettazione del cessate il fuoco". In primis le parole di un alto funzionario israeliano, secondo cui "gli egiziani hanno unilateralmente forzato tutti i parametri in modo che Hamas fosse d'accordo. Questa proposta è inaccettabile per Israele". Dunque, ancor più nette e con i crismi dell'ufficialità, ecco la dichiarazione di Nir Barkat, ministro dell'economia israeliano: "Hamas non ha accettato l'accordo, è il solito loro trucco", ha tagliato corto nel corso di un incontro con un gruppo di giornalisti a Roma. Dunque, hanno fatto sapere altre fonti israeliane, "l'azione a Gaza prosegue".

Non a caso, poco dopo, ecco che Idf ha annunciato di aver iniziato un attacco contro obiettivi mirati di Hamas a Rafah. Quindi la conferma da fonti palestinesi. L'agenzia di stampa Wafa ha infatti riferito di "un improvviso ingresso via terra nella parte orientale di Rafah". Secondo le stesse fonti comunicazioni ed elettricità sarebbero state interrotte. Inizia, insomma, l'offensiva di terra a Rafah. Poco prima del via alle operazioni, anche intensi raid aerei proprio su Rafah. Sempre secondo Wafa l'esercito israeliano ha lanciato diversi attacchi aerei sulla città, prendendo di mira in particolare la zona orientale.

 Sullo sfondo, dettaglio dall'elevatissimo peso specifico, la questione-Rafah. Le forze israeliane di Idf hanno invitato la popolazione ad evacuare l'area, segnale del fatto che l'operazione di terra sarebbe imminente. Un blitz contro il quale, però, in molti chiedono di fernare. Joe Biden, in primis, nella telefonata avuta col premier israeliano Benyamin Netanyahu, ha ribadito le preoccupazioni degli Stati Uniti circa un'invasione di Rafah e ha detto che raggiungere un cessate il fuoco con Hamas è il modo migliore per proteggere la vita degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza. Lo avevano riferito fonti del Consiglio di sicurezza nazionale Usa.

Dunque l'Arabia Saudita, che dopo i recenti avvicinamenti con Israele mette in guardia Israele stesso dall'attaccare Rafah, bollando come "sanguinosa e sistematica" la campagna militare Idf contro tutte le aree della Striscia di Gaza, campagna che costringe i residenti a sfollare: il monito è arrivato dal ministero degli Affari Esteri del regno saudita, lo riferiva Al Arabiya.

Prima del presunto sì di Hamas al cessate il fuoco, il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, aveva fatto sapere che "il rifiuto di Hamas di qualsiasi piano che consentirebbe il ritorno degli ostaggi ci costringe ad avviare l'operazione a Rafah", nel sud della Striscia di Gaza. Incontrando le famiglie degli ostaggi tenuti prigionieri nella Striscia di Gaza dall'attacco del 7 ottobre in Israele, Gallant ha aggiunto: "Anche dopo l'avvio dell'operazione a Rafah, continueranno tutti gli sforzi per riportare a casa gli ostaggi. Le attività per il ritorno dei vostri cari proseguono, anche adesso. Siamo impegnati per il raggiungimento degli obiettivi della guerra", concludeva Gallant.

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