Aveva in tasca un biglietto per l'Austria, il 36enne croato Marin Jelenic: lo sbandato senza fissa dimora la sera del 5 gennaio ha accoltellato a morte il capotreno 34enne Alessandro Ambrosio nel parcheggio della stazione centrale di Bologna. Un omicidio con l'aggravante dei "motivi abietti": Jelenic, che ha colto Ambrosio alle spalle, potrebbe aver messo in atto una vendetta: una delle ipotesi che circolano è quella secondo cui avrebbe ucciso dopo un vecchio diverbio avuto con il capotreno nei giorni passati. In ogni caso, tra i due non c'era una reale conoscenza.
Fermato a Desenzano sul Garda la sera de 6 gennaio, il croato ha fatto di tutto per farsi passare per "confuso", a cominciare dalle prime parole dette agli agenti che l'hanno identificato: "So che sono ricercato, ma non so il motivo". Una sceneggiata, con ogni probabilità, come dimostrerebbe la volontà di lasciare al più presto l'Italia.
Capotreno ucciso, "calci e sputi per una birra": la bestialità di Marin Jelenic
Prima dell'omicidio a Bologna del capotreno Alessandro Ambrosio, di cui è accusato, il croato di 36 anni Mari...L'uomo ha peraltro un passato turbolento: il 22 dicembre aveva subito dal prefetto di Milano un provvedimento di allontanamento dall’Italia perché era stato trovato in strada al Corvetto con un coltello. Sarebbe dovuto restare lontano dai nostri confini per i 5 anni successivi, ma come spesso accade in questi casi anche lui ha semplicemente ignorato l'ordine del prefetto e ha continuato nel suo vagabondaggio molesto. La sera del 5 gennaio, dopo aver ucciso Ambrosio, era già stato controllato su un treno Bologna-Milano e fatto scendere a Fiorenzuola perché senza biglietto. Identificato ma rilasciato, perché su di lui non era ancora stato diramato l'alert di "uomo ricercato".
Marin Jelenic, clamoroso: a chi ha telefonato dopo l'omicidio del capotreno
Marin Jelenic non aveva con sé un telefono, quando è stato fermato a Desenzano del Garda. Ma durante la fu...Jelenic si è quindi diretto a Milan con il treno successivo, passando da Rogoredo e arrivando in Stazione centrale. Il croato ha quindi passato la notte nella sala d'aspetto dell'ospedale Niguarda, dalle 23 fino alle 6.40 del mattino dell'Epifania. Ha poi preso il tram numero 4 ed è arrivato in centro città facendo perdere le sue tracce. A Desenzano sarebbe infatti arrivato in autobus.




