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Mamdani, l'idolo della sinistra prometteva "trasporti gratis?". E infatti il bus rincara

L'happy new year inizia con l’esatto contrario promesso in campagna elettorale: l’aumento delle tariffe. Salire su un autobus o infilarsi in metropolitana costa 10 centesimi in più
di Tommaso Lorenzinilunedì 12 gennaio 2026
Mamdani, l'idolo della sinistra prometteva "trasporti gratis?". E infatti il bus rincara

3' di lettura

La rivoluzione fatta per le strade o ai comizi nei quartieri popolari è sempre semplice, rapida e indolore. Funziona. Piace. Però quando si prova a farla seduti su una poltrona, magari scottante come quella dove c’è scritto “sindaco di New York”, allora la trama del film si ingarbuglia, l’allure si appanna, le frasi a effetto diventano supercazzole: cerchi-cerchi-cerchi il foglietto con l’incantesimo che ha sedotto tutte le anime belle ma non lo trovi e scopri che le tasche della giacca entry level che tanto è piaciuta ai radical chic sono vuote. E gli elettori che prima ti osannavano hanno impiegato poco a passare dal chiamarti «uomo del riscatto di tutti gli immigrati» a «traditore». Poi, magari, Zohran Mamdani ce la farà davvero a migliorare NYC, ma intanto benvenuti nella Grande Mela dove il sogno ha la forma e il costo di una moneta da tre dollari. Finiti i festeggiamenti, l’happy new year inizia con l’esatto contrario promesso in campagna elettorale: altro che trasporti gratis, ecco l’aumento delle tariffe, salire su un bus o infilarsi in metropolitana costa ora di più, proprio tre verdoni, aumentato di 10 centesimi. E il popolo, quello che ha votato l’islamico cool che prometteva la (mezza)luna sperando nella cuccagna, ora ringhia. Ottocento milioni di dollari l’anno, che lui definiva «spiccioli» rispetto al bilancio della città, erano il budget che serviva per realizzare il piano mostruoso di mobilità free.

Li stanno ancora cercando, quegli 800milioni. Tutto rimandato. Ma i suoi sostenitori, quelli che avevano creduto alle politiche radicali, agli affitti congelati, alle tasse sui super-ricchi, agli alimentari di proprietà comunale per combattere il carovita e agli asili nido gratuiti, lo difendono: «È in carica da tre giorni, che colpa ne ha?». E ricordano che l’aumento è il «regalo d’addio» lasciato in dote dall’amministrazione del pasticcione Eric Adams.

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Arrampicate sui vetri dei grattacieli, mentre Zohran posta su X il resoconto della serata trascorsa sul Q70, l’unica linea di bus rimasta gratuita. Come un Roberto Fico qualunque, una mossa degna della miglior tradizione grillina: «Ho visto il sollievo negli occhi della classe operaia», scrive il sindaco, che forse guardava fuori dai finestrini. I viaggiatori piuttosto avranno storto il naso di fronte anche agli altri numeri aggiornati dalla MTA (la società dei trasporti): bus espresso; si passa da 7 a 7,25 dollari; tariffe ridotte: salite di 5 o 10 centesimi ovunque. Poca roba? Non se analizzata nel lungo periodo nella carissima New York, non se avevano promesso che sarebbe stato tutto gratis, non se il bilancio MTA 2025, approvato nel dicembre 2024, avesse inizialmente previsto il rincaro per marzo, per poi anticiparlo a questo gennaio. La scusa ufficiale? «Allineare il lancio del sistema tap-and-go». Eh sì, il burocratese vince anche negli States. E vallo a spiegare a: Elly Schlein, che dopo le elezioni parlava di «politica della speranza che vince sulla paura»; a Nicola Fratoianni, per cui «Mamdani ha vinto col nostro programma» di trasporti gratis e più tasse ai ricconi; a Laura Boldrini, che aveva definito il nuovo sindaco un «idolo dei diritti e della giustizia sociale». Con sponsor così, cosa potrebbe andare storto?