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Vladimir Putin, il ricatto sessuale dello zar: documenti clamorosi

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lunedì 2 febbraio 2026
Vladimir Putin, il ricatto sessuale dello zar: documenti clamorosi

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Il nome del presidente russo Vladimir Putin comparirebbe 1.056 volte negli oltre tre milioni di file sul finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019. La capitale russa, Mosca, verrebbe citata invece 9.629 volte. Il presunto collegamento tra il miliardario e lo zar, però, sarebbe tutto da dimostrare. Tuttavia, secondo gli investigatori americani, un numero così alto di citazioni qualche sospetto lo crea. L'ipotesi degli 007, come riporta Repubblica, è che Epstein sia finito nella rete di spionaggio per via dei suoi legami d’affari con Robert Maxwell, ex risorsa di Mosca negli anni ’70 nonché padre di Ghislaine, complice di Epstein condannata a 20 anni di carcere. Il finanziere, dunque, avrebbe procurato ragazze ai potenti del mondo per conto dei servizi segreti russi, e magari anche israeliani, in modo che fossero ricattabili. 

Lo riporta anche il Daily Mail: Epstein avrebbe gestito la "più grande operazione al mondo basata su kompromat (materiale compromettente) sessuale" per conto dei servizi segreti russi, reclutando donne, anche da Mosca, per la sua rete di "clienti" importanti. In una lettera dell'11 settembre 2011, una persona non identificata discute di un incontro con Putin durante un imminente viaggio a Mosca. In una email del 2014, invece, l’imprenditore giapponese Joey Ito rivela a Epstein che un miliardario americano, il cofondatore di Linkedin, si sarebbe potuto unire a loro per incontrare il capo del Cremlino. Il 15 maggio 2013, poi, Epstein si era mandato una email dal titolo “Prepara le carte Putin”. E lo stesso aveva fatto il giorno dopo.

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Pare, inoltre, che il miliardario avesse sostenuto di poter fornire al Cremlino notizie imbarazzanti su Donald Trump in vista del vertice di Helsinki tra i due leader nel 2018. Di ricatti, tra l'altro, era già esperto il padre della sua complice, Robert Maxwell. Parlando di lui in una email del 15 marzo 2018, il cui destinatario è stato oscurato, Epstein aveva rivelato le minacce agli 007 israeliani: "Disse al Mossad che se non gli avessero dato 400 milioni di sterline per salvare il suo impero, avrebbe rivelato quello che avevano fatto. A quel tempo aveva accesso a Downing Street di Margaret Thatcher, alla Casa Bianca con Ronald Reagan e al Cremlino. Maxwell passò tutti i segreti al Mossad a Tel Aviv. In cambio, tollerarono i suoi eccessi, le vanità e l’insaziabile appetito per uno stile di vita lussurioso e le donne".

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