Non c'è limite agli orrori degli antifa francesi. Nel pieno dello sgomento per la barbara uccisione di Quentin Deranque, l'attivista di destra massacrato a calci e pugni in strada a Lione da un manipolo di membri della Jeune Garde Antifasciste.
La giovane Yona Faedda, una esponente del collettivo nazionalista femminista Nemesis che era finito nel mirino dell'estrema sinistra e che Deranque, secondo le ricostruzioni, aveva intenzione di "scortare" in occasione di una manifestazione di protesta contro la conferenza di Rima Hassan, eurodeputata de La France Insoumise, all'università Sciences Po di Lione, ha pubblicato sulla sua pagina Instagram la telefonata di minacce ricevuta da sua padre. Dall'altro lato della cornetta una voce li avverte: "Bene, voi abitate a Besançon", per poi pronunciare l'indirizzo esatto della loro abitazione. Quindi, ecco l'intimidazione: "Avete anche una figlia che si chiama Yona? Sono qua vicino a Lione e potrei venire. Bene, verrò a farvi visita". Non c'è nulla di amichevole in questa promessa.
La situazione in Francia e a Lione in particolare è incandescente. Il ministro dell'Intero Laurent Nunez ha annunciato che non verrà vietata la marcia prevista per domani in città in ricordo di Quentin. "Non chiedo il divieto", ha detto Nunez all'emittente radiofonica Rtl, spiegando che la marcia "sarà inquadrata per evitare disordini per l'ordine pubblico". Secondo fonti della polizia citate dall'emittente televisiva BfmTv, sono attese tra due-tremila persone, che sfileranno a partire dalle 15.
Tra questi sono attesi molti militanti di gruppi appartenenti all'estrema destra, provenienti anche dall'estero. L'iniziativa è stata indetta dal gruppo antiabortista Generation Pro Vie. Le autorità temono disordini a causa di una contro manifestazione organizzata da formazioni di estrema sinistra e antifasciste. Il presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha chiesto ai dirigenti del partito di non recarsi alla marcia per il militante ucciso a causa del rischio di disordini.




