È il 21 febbraio 2011. Sua Altezza Reale il principe Andrea, duca di York viene fotografato mentre passeggia a Central Park, a New York, con un uomo, sembra un amico. È Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato nel 2008 a 18 mesi di carcere per sfruttamento sessuale di minori. Una compagnia inopportuna per il figlio della regina Elisabetta. Lo scoop è in prima pagina del New York Post e Andrea ci rimette il primo dei suoi privilegi: rappresentare, per conto della corona, il suo paese nel commercio con l’estero, incarico che ha ricoperto dal 2001 al 2011, appunto.
Passano quindici anni. Ieri, 19 febbraio 2026, giorno del 66esimo compleanno di Andrea e anche del suo arresto, il signor Mountbatten-Windsor viene immortalato seduto sui sedili posteriori di una Range Rover, appena rilasciato dalla stazione di polizia di Aylsham, nel Norfolk, dopo 12 ore di interrogatorio. La sua fotografia con gli occhi sbarrati, l’espressione tra l’impaurito e l’incredulo, è la prima pagina di tutti i giornali del mondo.
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Dopo l'arresto dell'ex principe Andrea, le voci sull'abdicazione di suo fratello Re Carlo e il tam tam sulla...L’accusa che vede indagato il fratello di re Carlo per abuso d’ufficio gira sempre intorno all’amicizia con Epstein. Queste due immagini indicano esattamente l’inizio e la fine della parabola di un principe diventato ex. In questo arco di tempo, estremamente lungo, segnato anche dal passaggio di regno da Elisabetta a Carlo, Andrea non ha fatto altro che peggiorare, aggravandola, la sua posizione, inanellando una serie di scelte sbagliate, le cui ripercussioni adesso fanno tremare il trono britannico. Da parte sua, nello stesso intervallo di tempo, la corona dei Windsor non ha messo in campo la benché minima strategia per parare l’onda d’urto dello scandalo che sarebbe arrivato, ignorando la notizia, prima, e ritrovandosi a inseguire gli umori dell’opinione pubblica, poi. In mezzo, però, si sono accese tante spie d’allerta, tutte trascurate dalla famiglia reale.
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Secondo People, il principe William non solo avrebbe condiviso le parole del padre sull’arresto dello zio Andrea, ...Nel 2011, a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione di quella fotografia di Andrea con Epstein a New York, ne apparve un’altra, questa volta sul Daily Mail, che risaliva al 2001. Si vedeva il duca di York, allora 41enne, abbracciare una giovane ragazza bionda. Si chiamava Virginia Roberts e a quel tempo aveva 17 anni. Non ci sarebbe stato bisogno del terzo indizio per aspettare una prova. Le polemiche sulle frequentazioni del figlio della regina rimbalzarono da una sponda all’altra dell’Atlantico. Fu il segretario privato di Elisabetta II a intervenire. Si racconta che, manovrando in maniera decisiva, Sir Christopher Geidt, impose la linea più dura contro il duca di York.
Fu lui a imporsi per rimuovere il ruolo di rappresentante al commercio per il Regno Unito. La nomina del principe Andrea a quella carica sarebbe stata appoggiata da Lord Mandelson, ma osteggiata fortemente da Carlo, che non riteneva il fratello all’altez za. Erano, però, gli anni d’oro del royal wedding, di William e Kate e della nascita dei royal baby. Va tutto bene! Tutto girava a meraviglia sui giornali, mentre all’interno del palazzo la famiglia si girava dall’altra parte per le intemperanze di Andrea. Allora nessuno immaginava a voce alta fin dove avrebbe potuto por tare l’amicizia fra Andrea Windsor e Jeffrey Epstein Nel frattempo i due figli di Elisabetta II, The Heir and The Spare, si riavvicinarono solo per fare fronte comune contro il segretario privato della regina, Sir Geidt, inviso a entrambi per ragioni differenti. Per Andrea era il nemico giurato da quando aveva messo fine alla sua carriera da rappresentante al commercio e un invadente controllore delle sue finanze e frequentazioni, per Carlo, invece, era un fastidioso oppositore alla propria visione di monarchia. Insomma era l’uomo forte del Palazzo che metteva un freno ai vizi dei principi. Da tanti analisti l’uscita da Palazzo di Christopher Geidt nel 2017 fu considerato il più grande errore commesso da Elisabetta II.
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Dopo le indiscrezioni delle scorse settimane sul possibile legame tra la scomparsa di Maddie McCann e il giro di Jeffrey...In realtà quell’anno è stato lo spartiacque di tante decisioni sbagliate i cui risultati si sono visti in breve tempo. È stata un’escalation: dall’intervista rilasciata da Andrea nel 2019 per rispondere alle denunce di Virginia Roberts che lo accusava di aver abusato di lei quando era ancora minorenne, fino al patteggiamento nel 2022, voluto da Carlo e da William, tra Andrea e la Roberts per evitare le rivelazioni di torbidi dettagli dalle aule del tribunale americano. Una misura totalmente inutile, visti i contenuti divulgati degli Epstein files, che hanno comunque compromesso la posizione di Andrea e di riflesso quella della corona. La più grande dote del casato dei Windsor, che ne aveva garantito la sopravvivenza mentre il mondo vedeva cadere un trono dopo l’altro, era stata la straordinaria capacità di ragionare sul lungo periodo affinché la corona vincesse sempre. Un talento che oggi sembra un ricordo del passato.




