Il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha dichiarato che Pyongyang è pronta a fornire missili all'Iran qualora Teheran ne facesse richiesta, affermando che "un solo missile sarebbe sufficiente per cancellare Israele". La presa di posizione del leader nordcoreane segue gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro l'Iran dello scorso settimana, definiti da Pyongyang illegali e una violazione della sovranità iraniana. In un primo comunicato del ministero degli Esteri nordcoreano, diffuso il primo marzo, gli attacchi sono stati descritti come un atto di aggressione e una grave violazione del diritto internazionale, e Washington è stata accusata di perseguire una condotta egemonica e destabilizzante.
Solo due settimane prima, durante il congresso del Partito del lavoro nordcoreano, Kim aveva lasciato intendere un'apertura al dialogo con il presidente statunitense Donald Trump. I raid contro l'Iran sembrano pero' aver segnato un nuovo irrigidimento della linea nordcoreana. Un eventuale coinvolgimento diretto di Pyongyang con forniture militari a Teheran comporterebbe rischi ma anche possibili vantaggi strategici. Secondo la rivista online "The Diplomat", Iran e Corea del Nord sono stati indicati come fornitori di armamenti alla Russia nel conflitto in Ucraina; un maggiore impegno bellico iraniano sul proprio fronte potrebbe accrescere la dipendenza di Mosca dalle forniture militari di Pyongyang, rafforzando la posizione della Corea del Nord nei confronti della Russia.




