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Trump a valanga, dopo l'Iran "cadrà Cuba"

giovedì 5 marzo 2026
Trump a valanga, dopo l'Iran "cadrà Cuba"

2' di lettura

Gli Stati Uniti avranno un ruolo decisivo nella scelta del prossimo leader in Iran e anche Cuba è destinata a cadere. Lo ha dichiarato oggi, 5 marzo, il presidente Donald Trump in un'intervista telefonica a Politico.

Nel colloquio, il capo della Casa Bianca ha respinto le preoccupazioni sull'impatto della guerra con l'Iran sui prezzi della benzina e sulle scorte di munizioni statunitensi, sostenendo che l'offensiva militare è sostenuta dall'opinione pubblica.

"Le persone amano quello che sta succedendo", ha affermato, prevedendo che anche il governo de L'Avana "cadrà". Trump ha rivendicato un ruolo diretto di Washington nell'attuale crisi a Cuba, aggravata dopo la cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro.

"Hanno bisogno di aiuto. Stiamo parlando con Cuba", ha detto, aggiungendo che il deterioramento della situazione sull'isola sarebbe in parte conseguenza della pressione statunitense, inclusa l'interruzione delle forniture di petrolio dal Venezuela, descritte come la principale fonte di sostentamento energetico per L'Avana. 

Il nuovo attacco di Trump a Cuba arriva nel giorno in cui Ilaria Salis ha annunciato una nuova missione "diplomatica", direzione L'Avana. "È molto importante oggi andare a Cuba con degli aiuti umanitari. Quella con cui partiremo io e Mimmo Lucano, al momento gli unici politici ad aver aderito, è una missione umanitaria che parte dall'Europa e poi si andrà a ricongiungere con il Nuestra América Convoy. Si tratta di una missione più ampia che mira a raggiungere l'Avana via terra, via mare, via aria, portando per la giornata del 21 marzo quanti più aiuti umanitari possibile", ha spiegato l'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra nel corso del programma Dissocial su Radio Cusano.

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"La situazione è critica - spiega -, con ospedali senza elettricità, ambulanze senza benzina, che coinvolge non solo anziani e bambini ma tutta la popolazione. Porteremo beni di prima necessità, medicine e cibo. Lo scopo è quello di accendere un riflettore e portare questa solidarietà popolare come già successo qualche mese fa con la Flotilla verso Gaza". "Chi non potrà partire può sostenere l'iniziativa con donazioni che sono molto importanti. Ricordiamoci quando gli ospedali italiani erano nel caos durante il Covid e arrivarono i medici cubani ad aiutarci, portando un esempio di solidarietà internazionale. Una solidarietà che oggi è più che mai importante visto che le istituzioni sono spesso molto carenti nel far rispettare i diritti umani e il diritto internazionale, quindi è necessario un intervento dal basso. Questa situazione sta strozzando l'isola, mettendo in seria crisi tutto il popolo cubano", conclude Salis. Difficilmente però la Flotilla cubana farà cambiare i piani alla Casa Bianca.