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Eurovision, Pedro Sanchez: "Dalla parte giusta della storia"

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venerdì 15 maggio 2026
Eurovision, Pedro Sanchez: "Dalla parte giusta della storia"

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"Di fronte a una guerra illegale e a un genocidio, il silenzio non è un'opzione e non possiamo rimanere indifferenti a ciò che continua ad accadere a Gaza e in Libano. È una questione di coerenza, responsabilità e umanità. Non saremo a Vienna, ma ci saremo con la convinzione di essere dalla parte giusta della storia": il premier spagnolo Pedro Sanchez lo ha detto in un video pubblicato sui social alla vigilia della finale dell'Eurovision song contest, difendendo la decisione della Spagna di non partecipare alla kermesse per la presenza di Israele.

Il primo ministro spagnolo ha definito la decisione del suo Paese "coerente e necessaria" per "opporsi all'ingiustizia" in quanto l'impegno di Madrid per i diritti umani e il diritto internazionale "si esprime anche attraverso la cultura". E ancora: "Quando la Russia ha invaso l'Ucraina, è stata esclusa dal festival e la Spagna ha appoggiato quella decisione. Questi principi devono essere applicati anche quando si parla di Israele; non ci possono essere due pesi e due misure".

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Il leader socialista ha affermato pure che l'Eurovision è stato concepito "proprio per la pace, per avvicinarci e per celebrare la diversità del continente europeo". Oltre alla Spagna, anche l'Irlanda, l'Islanda, i Paesi Bassi e la Slovenia hanno deciso di non partecipare al concorso per protesta contro gli attacchi israeliani a Gaza.

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