Marjane Satrapi, l'autrice divenuta celebre in tutto il mondo con il fumetto e il film "Persepolis", si è spenta a Parigi all'età di 56 anni. "Marjane Satrapi è morta di dolore poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l'amore della sua vita", ha comunicato il suo entourage. Ripa era morto l'8 aprile 2025 dopo una lunga malattia. "I Lost the love of my life" (Ho perso l'amore della mia vita), aveva scritto Satrapi sul proprio account Instagram. Secondo Le Point, era ricoverata in una clinica di Monaco di Baviera da circa due mesi.
Nata il 22 novembre 1969 a Rasht, nella regione iraniana del Gilan, affacciata sul Mar Caspio, Satrapi crebbe a Teheran, in una famiglia appartenente a una borghesia colta e progressista. I genitori, Ebi e Tadji Satrapi, erano vicini agli ambienti della sinistra iraniana e nutrivano una forte diffidenza nei confronti dell'autoritarismo dello scià. La famiglia vantava origini aristocratiche, ma la cultura politica nella quale Marjane venne educata era quella del dibattito, della lettura, della curiosità intellettuale e dell'apertura verso il pensiero illuminista e marxista.
Quando nel 1979 la rivoluzione islamica pose fine alla monarchia, Marjane aveva nove anni. Quattro anni dopo, nel 1983, i genitori decidono di mandare la figlia a Vienna, che, alla fine degli anni Ottanta, terminata la guerra con l'Iraq, decide di tornare in Iran. Nel 1994, a venticinque anni, lascia definitivamente l'Iran e si trasferisce in Francia.
A Parigi entra in contatto con l'ambiente del nuovo fumetto francese. L'incontro più importante è quello con David B., pseudonimo di Pierre-François Beauchard, tra le figure centrali del collettivo e della casa editrice L'Association. In Francia scopre che il fumetto può essere uno strumento di racconto autobiografico, storico e politico. Da quell'ambiente nascerà "Persepolis". Pubblicato in quattro volumi tra il 2000 e il 2003 da L'Association (in Italia da Rizzoli Lizard), il libro racconta l'infanzia iraniana, l'adolescenza viennese, il ritorno a Teheran e il successivo trasferimento in Francia.




