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Putin si blinda per il terrore dei droni ucraini

di Costanza Cavallidomenica 7 giugno 2026
Putin si blinda per il terrore dei droni ucraini

3' di lettura

Il 5 giugno un elicottero ha calato un sistema Pantsir sul tetto di un grattacielo residenziale di lusso, il Dom v Sokolniki, nel nord-est di Mosca. Un residente ha filmato la manovra. La settimana prima era toccato alla Nordstar Tower, il centro direzionale su 42 piani di un gruppo legato a Rosneft, la principale compagnia petrolifera ed energetica russa. I missili sui tetti dei palazzi sono l’immagine che Vladimir Putin consegna al quarto anno della sua guerra.

Il Pantsir è un sistema di difesa aerea a corto raggio: cannoni automatici e missili per abbattere aerei, elicotteri e droni. Sui tetti moscoviti compare ora una variante anti-drone, il Pantsir-SMD-E, con missili capaci di colpire fino a 20 chilometri, più adatta dei cannoni del modello base per centrare uno sciame di velivoli senza pilota. E gli sciami arrivano: il 17 maggio Mosca ha subìto uno dei maggiori attacchi ucraini dall’inizio del conflitto, e una conversazione intercettata tra militari russi lasciava intendere che gli equipaggi avessero finito i missili pronti. Che non sia uno spavento limitato alla capitale lo dice San Pietroburgo. Per la prima volta nella storia della città, ieri mattina il governatore Aleksandr Beglov ha ordinato ai cittadini di restare in casa: attacco di droni su larga scala, tre feriti, trasporti pubblici sospesi, internet mobile a singhiozzo. Nell’ultimo giorno del più importante forum sugli investimenti in Russia, l’Ucraina ha lanciato centinaia di attacchi contro obiettivi in tutto il Paese, fino alle basi navali di Kronstadt a oltre mille chilometri dal confine: le autorità hanno dichiarato di aver abbattuto 141 velivoli sulla regione di Leningrado, 376 in tutta la Russia.
La paura dello zar, Radio Liberty e gli analisti l’hanno contata, fotografie satellitari alla mano. Entro cinquanta chilometri dal Cremlino si contano circa 89 Pantsir: 44 torri nel nuovo anello difensivo multilivello iniziato nel 2023, 10 all’interno, 30 rampe a terra. Con Valdaj, la residenza di Putin sul lago, si sale a 108 sistemi: la villa ne schiera 19 da sola, più contraerea di quanta ne abbiano molti eserciti per la capitale.

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In tutta la Russia le postazioni note sfiorano le 230, forse 300 i sistemi. Ne La maschera della morte rossa, di Poe, il principe Prospero sbarra i cancelli di ferro della sua abbazia mentre la peste falcia il regno, si crede al sicuro e dà una grande festa. La morte non bussa alla porta: si materializza dentro le mura, in mezzo ai danzatori. Così i droni: non sfondano il muro, trovano la fessura. E ogni missile in più sul tetto di un ministero misura non la forza mala preoccupazione di chi lo ha messo lì.
Gli allarmi hanno smesso di essere un affare di confine. Per anni la guerra è stata cosa lontana, da guardare in tv; ora che i droni cadono su Mosca e San Pietroburgo, anche chi vive nel cuore del Paese capisce che non va secondo i piani. La vetrina che doveva certificare il contrario e dimostrare che lo zar non è un emarginato, è stato la festa di Prospero. Putin ha imposto.

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