Lo Stato di New York è al centro di un acceso dibattito politico dopo l’approvazione di una controversa proposta di legge che modifica il linguaggio giuridico ufficiale, eliminando i termini “madre” e “padre” da importanti sezioni normative.La maggioranza democratica ha fatto passare il testo al Senato statale (dopo il via libera dell’Assemblea lo scorso marzo), e il disegno di legge si trova ora sulla scrivania della governatrice Kathy Hochul per la firma definitiva. La riforma riguarda principalmente le norme relative all’affidamento dei minori e ai diritti genitoriali.Secondo il nuovo testo, la parola “madre” sarà sostituita dall’espressione “genitore gestante”, mentre “padre” diventerà “genitore non gestante”. Anche il concetto di “paternità” verrà sostituito dal termine più generico di “genitorialità”.
I promotori democratici difendono la misura sostenendo che l’aggiornamento del linguaggio sia necessario per rendere la legislazione più inclusiva e per riconoscere tutte le diverse forme di nucleo familiare esistenti oggi. Per loro si tratta di un passo avanti verso una maggiore tutela delle realtà genitoriali moderne.Di parere opposto i critici, prevalentemente repubblicani e conservatori, che considerano la riforma superflua, ideologica e priva di reale utilità pratica.
Contestano inoltre la tempistica del voto, arrivato in fretta proprio alla chiusura della sessione legislativa.La decisione ha acceso un vivace confronto sull’opportunità di modificare termini fondamentali legati alla famiglia nella lingua giuridica, diventando uno dei temi più discussi nel panorama politico americano degli ultimi giorni.




