Si è tenuto in Svizzera il primo colloquio tra Stati Uniti e Iran. A mediare Qatar e Pakistan. Nel frattempo hanno proseguito i raid israeliani in Libano e l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale, ha annunciato che lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non sarà rispettato il cessate il fuoco. Vance si è comunque detto ottimista: "Sono stati compiuti passi in avanti".
Media Teheran, iraniani hanno lasciato sede colloqui per protesta
Una fonte vicina alla squadra negoziale iraniana ha dichiarato all'agenzia Tasnim che la delegazione di Teheran ha lasciato il luogo dei colloqui in segno di protesta contro le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump.
Ghalibaf, Usa stiano attenti con minacce, nostro esercito pronto
"È meglio" che gli Stati Uniti "stiano attenti alle loro dichiarazioni. Le nostre forze armate sono pronte a rispondere in un altro modo. Più parlano, più noi agiamo". Lo ha affermato in un post su X il presidente del parlamento di Teheran e capo negoziatore iraniano, Mohammad Ghalibaf, rispondendo alle dichiarazioni di Donald Trump. "Non si rendono conto che, se le loro minacce avessero avuto effetto, non sarebbero arrivati alla disperazione di oggi? - ha aggiunto - Non attribuiamo alcun valore alle minacce degli americani".
Netanyahu, non permetterò mai a Teheran di avere arma nucleare
Parlando al memoriale del fratello Yonatan, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato che le Forze di Difesa Israeliane rimarranno schierate nella zona cuscinetto del Libano meridionale "finché sarà necessario". Lo riporta Haaretz. Riferendosi all'Iran il primo ministro israeliano ha affermato che non avrebbe permesso a Teheran di dotarsi di armi nucleari: "Ho dedicato la mia vita a questo sacro obiettivo", ha detto ancora.
Trump minaccia ancora
"Lo chiudete (lo Stretto di Hormuz, ndr) e non avrete più un Paese". Continua a fare la voce grossa Donald TRUMP, in questo caso parlando con Fox News, mentre sono in corso proficui negoziati diretti in Svizzera. "Potremmo anche rilevare lo Stretto, se fossimo costretti a farlo", ha aggiunto, ipotizzando anche un ruolo di "angeli guardiani" per gli Usa per lo Stretto, con il 20 per cento del petrolio che vi transita come pedaggio. "Se non fanno un accordo, noi raccoglieremo i pedaggi".
Vance, colloqui possono essere punto di svolta per Medioriente
Il vicepresidente americano JD Vance ha affermato a margine dei colloqui fra Stati Uniti e Iran, che il Medioriente si trova a un punto di svolta in cui può "voltare pagina" o tornare ai "vecchi metodi". "La domanda che abbiamo davanti ora è: quanto altro possiamo realizzare insieme? Possiamo cambiare in modo permanente le relazioni in Medioriente, oppure torneremo ai vecchi metodi, che non rappresentano la nostra preferenza ma restano certamente una possibilità concreta", ha dichiarato Vance.




