"Analizziamo le partite giocate negli ultimi cinque Masters 1000 che ha vinto quest’anno": l'ex tennista Diego Nargiso ha parlato di Jannik Sinner in un'intervista a Repubblica. E ha spiegato: "Una lunga serie da due set e un’ora e mezzo al massimo, perché il ragazzo è un fuoriclasse e quella è la sua media. Un match ogni due o tre giorni (29 in 72, ndr). Più che fisicamente, forse si può essere stancato mentalmente: perché è difficile restare il numero 1, e mantenere quel livello".
Riferendosi agli ultimi infortuni nel mondo del tennis, poi, ha sottolineato: "I ragazzi adesso si allenano troppo poco, almeno in confronto a noi. Che durante la stagione avevamo il tempo di programmare, e di solito tra metà novembre e l’Australia a gennaio (senza Atp Finals, Davis) c’erano dalle 4 alle 7 settimane per strutturarti fisicamente. Lavorare, fare quel volume che poi serviva per il resto della stagione. Polso, ginocchio, gomito, spalla? Personalmente, mai avuto guai importanti. Oggi non vedi più quelle 'bestie' di un tempo: sono un po’ come i calciatori, che non fanno più i lunghi ritiri ma giocano subito col pallone e poi finiscono per spaccarsi".
Jannik Sinner, la certezza di Dario Puppo: "Chi gli romperà le scatole"
La nuova minaccia per Jannik Sinner potrebbe arrivare dalla Spagna e non porta il nome di Carlos Alcaraz. Si chiama Rafa...Secondo lui, inoltre, il suo non era affatto un tennis meno intenso: "Stessi tornei, tour, città. Superfici diverse, in alcuni casi anche più 'strane': imprevedibili, impegnative. Gli scambi? Su certi terreni c’era un vinile sintetico che era quasi impossibile rispondere. Però sulla terra potevi andare avanti per ore. Oggi con le scarpe riesci a scivolare sul duro, mentre prima ti saresti rotto i legamenti. Tutto evolve, è vero. I materiali hanno aumentato potenza e velocità: ma anche Ivanisevic, Sampras, Krajicek, Philippoussis e servivano a 220 kmh. Forse si difende meglio, e questo può allungare i tempi. Però alla fine, non vedo tante differenze".




