Il governo israeliano, su spinta del ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra Itamar Ben Gvir, sta valutando un'idea singolare e controversa: circondare con coccodrilli alcune carceri destinate a detenuti palestinesi, ispirandosi al centro di detenzione "Alligator Alcatraz" della Florida.La strada per realizzare questo progetto è stata aperta dalla ministra per la Protezione dell'Ambiente, Idit Silman, che ha riclassificato i coccodrilli del Nilo, spostandoli dalla categoria di "fauna selvatica" a quella di "fauna selvatica allevata in cattività".
Il nuovo regolamento, entrato in vigore mercoledì, permette a "enti di sicurezza" (tra cui il servizio penitenziario diretto dallo stesso Ben Gvir) di allevare questi rettili per finalità di sicurezza, purché siano rispettate norme anti-fuga in natura.Ben Gvir ha pubblicizzato l'iniziativa sui social con un'immagine generata dall'IA che lo ritrae mentre porta a spasso un coccodrillo al guinzaglio, accompagnata dal messaggio: "State pensando di tentare la fuga? Ripensateci".
L'obiettivo principale sarebbe la prigione di Ketziot, nel sud di Israele, dove sono rinchiusi numerosi militanti di Hamas catturati dopo l'attacco del 7 ottobre 2023.L'Autorità per la Natura e i Parchi di Israele si era inizialmente opposta al progetto, perché la riclassificazione toglie la supervisione all'ente ambientale e la trasferisce agli organismi di sicurezza. Quando Ben Gvir aveva avanzato l'idea l'anno scorso, diversi funzionari del servizio penitenziario l'avevano accolta con ironia e scetticismo.La proposta è l'ennesima iniziativa provocatoria del ministro di estrema destra nell'ambito della gestione dei detenuti palestinesi.




