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Nave russa fermata a Pantelleria: ecco come ci minaccia la flotta-ombra

di Daniel Mosserilunedì 3 agosto 2026
Nave russa fermata a Pantelleria: ecco come ci minaccia la flotta-ombra

2' di lettura

Fantasmi galleggianti sulla Manica, sulle acque trafficate del Mar Baltico e ormai anche nel Mediterraneo. Le cosiddette "navi fantasma" sono diventate uno dei dossier più delicati per le marine occidentali e per la sicurezza marittima europea. Si tratta soprattutto di petroliere riconducibili alla cosiddetta “flotta ombra” russa, una rete di centinaia di tanker impiegati da Mosca per aggirare le sanzioni occidentali sulle esportazioni di greggio. Questi vascelli operano spesso ai margini delle regole internazionali: cambiano ripetutamente bandiera, società armatrice e assicuratore, navigano con il sistema di identificazione automatica (Ais) spento o manipolato, ricorrendo anche a complessi passaggi di proprietà per rendere difficile l’identificazione dei reali proprietari. E in alcuni casi effettuano trasferimenti di petrolio da una nave all’altra in mare aperto, rendendo ancora più difficile la tracciabilità del carico.

Operazioni ai margini della legalità che puntano a vendere il greggio russo a un prezzo superiore al price cap, il tetto imposto nel dicembre 2022 da G7, Unione europea e Australia. Una misura studiata per non interrompere completamente i flussi di petrolio, riducendo però le entrate del settore energetico russo.. Negli ultimi mesi il fenomeno ha assunto una nuova rilevanza strategica e militare. Le marine europee hanno intensificato i controlli, mentre gli episodi sospetti si sono moltiplicati. Lo scorso 14 giugno, in una prima assoluta per la Royal Navy, due navi da guerra britanniche hanno sequestrato nel Canale della Manica la petroliera Smyrtos, battente bandiera del Camerun, partita dal porto russo di Ust-Luga e diretta verso Port Said, in Egitto. E il Baltico torna al centro dell’attenzione.

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A fine giugno attivisti di Greenpeace hanno organizzato una protesta al largo dell’isola tedesca di Fehmarn contro la petroliera-ombra russa Kira K, denunciando i rischi ambientali legati a imbarcazioni vecchie, poco manutenute e prive di adeguate coperture assicurative ma sono stati subito allontanati dalla corvetta Soobrazitelny della Marina di Mosca. Dopo il sabotaggio nel 2022 dei gasdotti diretti russo-tedeschi Nord Stream – un’azione dietro alla quale ci sarebbe una mano ucraina – la regione ha fatto di nuovo notizia a novembre 2024, quando due cavi sottomarini per le telecomunicazioni tra Finlandia, Germania, Svezia e Lituania sono stati danneggiati durante il passaggio di una nave cargo cinese con personale russo a bordo.