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Carlos Alcaraz si allena bendato: il video che stupisce il mondo

di Lorenzo Pastuglialunedì 3 agosto 2026
Carlos Alcaraz si allena bendato: il video che stupisce il mondo

2' di lettura

Carlos Alcaraz torna a preparare il rientro nel circuito e lo fa con un metodo che ha incuriosito tifosi e addetti ai lavori. Durante una sessione di allenamento a El Palmar, lo spagnolo è stato immortalato mentre colpiva la palla con un particolare dispositivo che copriva l'occhio destro, quello dominante. Un esercizio insolito solo in apparenza, perché fa parte dello "sport vision training", una tecnica sempre più utilizzata nel tennis di alto livello per migliorare riflessi, coordinazione e capacità di lettura del gioco. Dopo oltre quattro mesi di stop per l'infortunio al polso, Alcaraz sta rifinendo la preparazione in vista del ritorno in campo, previsto al Masters 1000 di Cincinnati. In Ohio ritroverà anche Jannik Sinner e, grazie all'aggiornamento della classifica Atp, arriverà da numero 2 del mondo alle spalle dell'azzurro, con Alexander Zverev scivolato al terzo posto.

L'allenamento con l'occhio dominante coperto non è un vezzo, ma un lavoro specifico per costringere il cervello a sfruttare maggiormente l'occhio cosiddetto “tattico”, come è sottolineato su Il Corriere della Sera. "Tutti abbiamo una lateralità, anche nella vista — spiega Michelangelo Dell'Edera, direttore dell'Istituto superiore di formazione Roberto Lombardi della Fitp — L’occhio dominante segue la palla, quello non dominante raccoglie le informazioni periferiche e le trasmette al sistema nervoso centrale". Limitare temporaneamente la vista principale obbliga quindi il corpo ad adattarsi, migliorando equilibrio, coordinazione e qualità del gesto tecnico.

Secondo Dell'Edera, questa metodologia è ormai una costante nel lavoro dei migliori giocatori: "Non c'è un top player che non alleni l'analizzatore ottico, compreso Sinner, anche se lui non si è mai fatto riprendere durante questi esercizi". L'obiettivo è affinare quei dettagli che, nel tennis moderno, possono fare la differenza in pochi millesimi di secondo. La velocità raggiunta dal gioco negli ultimi decenni ha infatti cambiato completamente le esigenze dei professionisti. "Oggi i giocatori sono costretti a colpire quasi sempre in open stance, con movimenti molto più rapidi e aggressivi", osserva Dell'Edera. "Gli occhi devono elaborare una quantità enorme di informazioni in tempi brevissimi". 

A complicare il quadro c'è anche l'uso continuo degli smartphone: "La società moderna porta a utilizzare soprattutto l'occhio dominante fissando uno schermo da vicino, mentre quello periferico viene stimolato sempre meno”. Il lungo periodo di recupero potrebbe quindi trasformarsi in un'opportunità. Alcaraz ha sfruttato questi mesi non solo per guarire dal problema al polso, ma anche per introdurre nuove soluzioni tecniche. Del resto, lo stesso Sinner ha approfittato in passato delle pause forzate per intervenire su aspetti del servizio e della meccanica dei colpi. I due grandi rivali della nuova generazione continuano così a evolversi, alla ricerca di quel dettaglio capace di fare la differenza quando torneranno uno di fronte all’altro.