"L’alleanza sì, testardamente, ma non a qualunque costo": Giorgio Gori del Pd risponde duramente all'ultima uscita del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Quest'ultimo, trasformando le primarie in una sorta di referendum tra il pacifismo, che sarebbe rappresentato da lui, e il “bellicismo”, che invece sarebbe rappresentato da Elly Schlein, non solo ha chiarito che lui non voterà più invii di armi all’Ucraina, ma ha affermato anche che il nodo della politica estera "lo scioglieremo con le primarie. Faremo decidere gli italiani". Dunque, se vincerà lui, ha precisato, "il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale", lasciando intendere così che in caso di vittoria della controparte, non si cercherà alcuna soluzione negoziale.
Se qualcuno tra i dem ha scelto di rispondere in modo diplomatico, più netto invece è stato l’europarlamentare Gori, secondo cui "sostegno all’Ucraina e sicurezza dell’Europa non sono negoziabili. Chi oggi parla come Vannacci, e tira la corda, tenga presente". Simili le reazioni degli altri “riformisti” dem. Lia Quartapelle, per esempio, ha scritto: "Bene. Si prenda atto che c’è chi vuole rompere la coalizione". Sulla stessa scia Filippo Sensi, che ha definito Conte "il Vannacci del campo largo" che "si agita, promettendo una agenda filorussa e giocando allo sfascio. Non ci riuscirà. Dovrà fare pippa".
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Soltanto ieri, domenica 2 agosto, Giuseppe Conte è tornato a ribadire il suo "no" all'Ucraina. Il l...All'attacco della leader dem il vicepremier nonché ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Preoccupa l'assordante silenzio di Elly Schlein di fronte alle esternazioni filo russe di Giuseppe Conte. La sinistra italiana ci dica se sta dalla parte del popolo ucraino o dalla parte di Putin. Se sta dalla parte della democrazia o dalla parte delle dittature. Se vuole che i russi continuino a martellare case, ospedali e città patrimonio dell'umanità oppure vuole impedire il lancio di missili balistici che possono raggiungere anche le nostre Capitali. Se crede nella libertà oppure no. Se sta con l'Europa o contro l'Europa".
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Dal dossier immigrazione ai conflitti internazionali, fino alle tensioni nel centrodestra e al Quirinale. il ministro de...L’alleanza sì, testardamente, ma non a qualunque costo. Sostegno all’Ucraina e sicurezza dell’Europa non sono negoziabili. Chi oggi parla come Vannacci, e tira la corda, tenga presente.
— Giorgio Gori (@giorgio_gori) August 2, 2026




