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La ministra più Sanchista di Pedro, ma con gli orecchini da 1000 euro

di Giovanni Longonidomenica 9 agosto 2026
La ministra più Sanchista di Pedro, ma con gli orecchini da 1000 euro

2' di lettura

C’è qualcuno peggio di Pedro Sanchez? Non molti ma una di sicuro: si tratta di Elma Saiz Delgado, è non solo la Ministra dell’Inclusione, Previdenza Sociale e Migrazioni del governo spagnolo ma ne è anche la portavoce. Nata a Pamplona, 50 anni, è diventata famosa per una gaffe glamour: mentre difendeva pubblicamente Zapatero, imputato per corruzione nel caso Plus Ultra, invocando fiducia nella giustizia, si è presentata sfoggiando orecchini Chanel da oltre mille euro. Una idea non proprio geniale visto che stava in teoria difendendo un uomo politico accusato fra l’altro di aver accettato gioielli come regalo da capi di stato stranieri senza dichiararli.

Sul fronte migratorio, Saiz è la responsabile della regolarizzazione straordinaria dei migranti, in una crociata personale. Il suo ministero è stato costretto a smentire pubblicamente le accuse di «effetto richiamo» e le voci su presunti legami con il caro-affitti. Nel frattempo bolla ogni critica delle Comunità guidate dal PP come atteggiamento «antisistema», arrivando persino a insinuare — senza troppe prove — che dietro ci sia la mano di Vox. Non manca il teatrino da Senato: pur di non sedersi vicino ai banchi del PP, ha cambiato posto in aula, lamentando insulti e urla continue. Difficile dire se sia vittima di un clima ostile o semplicemente incapace di reggere il confronto diretto con l’opposizione. Il risultato è il ritratto di una ministra che confonde il ruolo istituzionale con quello di megafono di partito: fedele a Sanchez fino all’ultima virgola, o all’ultima playlist di canzoni da spiaggia.

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Ma il terreno più insidioso per lei resta la natìa Navarra. Da consigliera all’Economia (2019-2023), fu chiamata nel giugno 2024 davanti alla commissione senatoriale sul caso Koldo per gli acquisti di mascherine durante la pandemia (anche in Spagna la sinistra ha tanto da spiegare sul tema). Ha ammesso di conoscere Koldo García, ma ha negato rapporti con la trama o responsabilità nelle irregolarità. PP e UPN insistono sul suo ruolo nel governo navarro e sulla gestione delle gare, incluso l’appalto dei tunnel di Belate, divenuto polemico nel caso Cerdán.

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