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Da Ceuta con le moto d'acqua

di Carlo Nicolatomercoledì 12 agosto 2026
Da Ceuta con le moto d'acqua

3' di lettura

Non più a nuoto aggrappati a un salvagente. Ora in Spagna dal Marocco si va con la moto d’acqua a 70 nodi sullo Stretto, di notte, pagando 7mila euro a testa. È l’allarme che arriva da Roma, non da Madrid, ed è finito sul tavolo del Viminale e della Guardia Civil. Secondo l’informativa dei servizi italiani rilanciata ieri dal Messaggero lìenclave spagnola non è più un punto di arrivo, è diventata una piattaforma di partenza. Una specie di hub. Il meccanismo è chirurgico, funziona così: arrivi a Ceuta a nuoto da Fnideq, aggiri la scogliera di Benzù o El Tarajal - la stessa dove dieci giorni fa sono entrate 72mila persone in 48 ore vieni identificato, finisci nel Ceti (Centro de Estancia Temporal de Inmigrantes) strapieno. E poi sparisci. Nel giro di 24/48 ore ti imbarcano. Non sul traghetto per Algeciras da 7 euro quello vuole documenti ma su piccole imbarcazioni, gommoni a chiglia rigida e soprattutto moto d’acqua con serbatoio supplementare. Destinazione: coste dell’Andalusia, tra Estepona, Marbella e Algeciras. Tempo di traversata: meno di un’ora se il mare regge. Il prezzo? Settemila euro in contanti e pagamento anticipato in Marocco o tramite hawala.

È la tariffa standard segnalata dagli 007 italiani, che parlano di «operazione organizzata di traffico migratorio attraverso lo Stretto di Gibilterra». Non più spontaneismo da TikTok, ma logistica professionale. Settemila euro tra l’altro è lo stesso prezzo richiesto da un’organizzazione sgominata dalla Guardia Civil proprio in queste ore tra Almería, Murcia, Sevilla e Alicante con 14 arresti e 8 indagati. Un caso? Nei loro garage sono stati ritrovati 15 gommoni da 7,5 metri con motori fuoribordo da 300 cavalli, stampi per costruire altri scafi, armi, 200 taniche di benzina e 68.000 euro in contanti. L’organizzazione, scrive la Comandancia, aveva importanti coperture in Spagna e in Francia.

Il dettaglio più o meno nuovo nel caso di Ceuta svelato dagli 007 italiani è però la moto d’acqua. Non rintracciabile e per i radar, velocissima, arriva sulle spiagge andaluse senza passare da un porto. La Guardia Civil lo sa benissimo, solo nell’ultimo mese tra Cádiz e Almería ha intercettato 12 moto abbandonate sulla battigia, ancora calde, che hanno eluso ogni controllo. A bordo, giubbotti, taniche vuote e tracce di due o tre persone. La notte tra lunedì e martedì quattro migranti sono stati intercettati a El Tarajal, arrivati a bordo di quattro moto d’acqua diverse. I piloti, appena scaricati i “passeggeri”, hanno fatto inversione e sono fuggiti verso il Marocco a tutto gas. Alcuni giornali spagnoli hanno anche ricostruito il tam tam sui social prima dell’invasione. Il Pais ha analizzato 25 canali Facebook su cui prima del 30 luglio si offrivano apertamente «giri in barca o moto d’acqua, ci sono numeri di telefono disponibili». L’annuncio standard pubblicato era questo: «Paghi quando arrivi (a Ceuta).

Questa rotta è a piedi. Contatto in privato», con lista prezzi e recensioni di chi era già passato. Il forum si chiama Korob Haraga, i gruppi “Haraga Spain”. Anche sul sito della versione di TelQuel in arabo, sotto un pezzo dedicato alle reti di trafficanti «che spostano i tentativi di attraversamento verso le coste del sud della Spagna con le moto d'acqua», ci sono migliaia di commenti con gente che chiede contatti e altri che li offrono postando, senza paura, numeri WhatsApp con prefisso spagnolo. Si fanno anche i prezzi, dai 4mila ai 7mila euro a seconda del rischio che si vuole correre. Con un avviso: Ceuta meglio evitarla perché c’è l’esercito, meglio partire da Fnideq, fino a Estepona sono solo 40 minuti.