La rivolta di Ceuta contro Pedro Sanchez arriva fin dentro lo stadio di calcio. Prima della partita tra i padroni di casa e il Las Palmas, i tifosi hanno intonato l'inno spagnolo per poi lasciarsi andare agli insulti all'indirizzo del premier socialista, considerato il responsabile dell'enorme crisi migratoria che da luglio sta sconvolgendo l'exclave marocchina e "salutato" al grido "figlio di put***a". Un coro ripetuto e umiliante per il leader dello Psoe, sempre più in difficoltà.
Oggi intanto il vicepresidente del governo spagnolo e ministro dell'Economia Carlos Cuerpo è atteso nella cittadina assaltata da migliaia di immigrati via terra e via mare per definire misure di sostegno economico alla città autonoma. Cuerpo incontrerà il presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, e rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e sociali, con l'obiettivo di articolare un piano di aiuti per settori chiave, come turismo e commercio, duramente colpiti dalla crisi. Da parte sua, il ministero della Sanità ha convocato per oggi le regioni spagnole, per coordinare l'invio di vaccini nell'exclave, dove sono stati identificati 2.500 migranti minori non accompagnati, secondo l'ultimo bilancio governativo. Le vaccinazioni - fra cui la trivalente per morbillo, paraotite e rosolia - mirano a prevenire focolai di malattie infettive tra i migranti, in condizioni di sovraffollamento e precarietà igienico-sanitaria.
Il leader del Partito Popolare all'opposizione, Alberto Nunez Feijoo, ha chiesto ieri il confinamento dei migranti, secondo le autorità sanitarie "non giustificato e totalmente smisurato" rispetto ai dati epidemiologici, segnala la ministra della Sanità, Monica Garcia, in un messaggio su X. Le autorità sanitarie hanno registrato tre casi di tubercolosi, di cui due non contagiosi e uno in una persona che era a Ceuta prima dell'arrivo in massa di migranti; tre casi sospetti di varicella, non collegati agli arrivi nell'exclave; casi di scabbia che non richiedono ricoveri ospedalieri e 450 casi di gastroenterite, rilevati dal servizio di Medicina preventiva dell'ospedale di Ceuta, di cui 55 casi probabili di E.coli di un focolaio già sotto controllo.
La portavoce del governo, Elma Saiz, intervistata dalla tv pubblica spagnola Tve, ha affermato che le dichiarazioni di Feijóo sono una "grave irresponsabilità". "Ceuta non ha bisogno di generare ansia e paura. Feijóo non è venuto a proporre soluzioni, ma piuttosto a diffondere ansia", ha detto la portavoce, "non c'è rischio di contagio. Ciò che è contagioso è la xenofobia".
Il governo inoltre ha smentito le voci secondo cui Re Juan Carlos sarebbe in arrivo a Ceuta. "Non mi risulta che il re abbia comunicato la sua volontà di visitare Ceuta" all'esecutivo, ha messo in chiaro sempre la Saiz. Nei giorni scorsi si era parlato di un eventuale interesse da parte del governo a un intervento del sovrano presso il monarca del Marocco, Mohammed VI, per aiutare a risolvere la crisi migratoria. La portavoce ha ribadito che la cooperazione con il Marocco è indispensabile per garantire i ritorni dei migranti rimasti nell'exclave: "Senza il concorso del Marocco non sarebbe stato possibile il ritorno di migliaia di migranti, il 90%" dei circa 72mila entrati in massa a Ceuta il 30 e il 31 luglio, ha ripetuto Saiz, indicando la collaborazione bilaterale come chiave della politica migratoria spagnola alla frontiera sud ed evidenziando la dipendenza reciproca nei controlli frontalieri e nella gestione della crisi umanitaria alla frontiera d'Europa in Nord Africa. "Abbiamo una relazione con il Marocco di lealtà e di fiducia", ha assicurato.
El estadio Alfonso Murube corea el himno nacional antes del Ceuta - Las Palmas, y a continuación todo el público estalla: "¡Pedro Sánchez, hijo de put*!" y "¡Ceuta no se vende!".
— Guaje Salvaje (@GuajeSalvaje) August 22, 2026
Por lo que sea, esos cánticos no los veréis en "canales oficiales" . pic.twitter.com/UdupVh7Q76




