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Flybubai, il copilota estremista islamico ha preparato l'attentato per anni

di Matteo Legnanidomenica 4 ottobre 2026
Flybubai, il copilota estremista islamico ha preparato l'attentato per anni

3' di lettura

L’attentato terroristico che mercoledì scorso ha coinvolto, nei cieli dell’Arabia Saudita, il volo Flydubai 1073 in rotta tra Dubai e Tel Aviv non è stato il frutto di un momento di follia omicida o suicida da parte del copilota. E il 29enne Hamam al-Hammami, la cui identità è stata resa pubblica ieri, potrebbe non essere il classico lupo solitario. Lo si deduce dai primi risultati delle indagini in corso negli Emirati Arabi Uniti, condotte con la collaborazione di funzionari sauditi, americani e israeliani, su quella che avrebbe potuto trasformarsi nella più grave strage di cittadini israeliani (la maggioranza dei passeggeri a bordo) dalla tragedia del 7 ottobre 2023.

Al-Hammami ha posizioni religiose estremiste, al punto che la compagnia di bandiera omanita, Oman Air, per la quale avrebbe lavorato per sette anni, lo aveva prima demansionato e poi licenziato proprio a causa dei toni utilizzati sui social e di un viaggio in Siria (il copilota è figlio di un omanita e di una siriana), dove si sarebbe radicalizzato.

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IL PIANO

La Cnn rivela di aver recuperato circa tremila tweet riferiti al biennio 2021-2022, centinaia dei quali mostrerebbero le convinzioni religiose estremiste e le tendenze misogine del primo ufficiale che quattro giorni fa ha tentato di uccidere il comandante del volo Flydubai servendosi di un’ascia, parte delle dotazioni di sicurezza che si trovano in ogni cabina di pilotaggio di aerei civili e quindi di far schiantare il Boeing 737 MAX, prima di essere immobilizzato dai passeggeri entrati in cabina di pilotaggio grazie all’eroismo del comandante che, pur ferito, era riuscito a sbloccare l’apertura della porta blindata. Anzi, ora arriva anche il racconto del comandante a confermare le convinzioni religiose dell’attentatore: «Voleva pregare. Mentre pregava, io guardavo avanti per rispetto. Dopo 4 o 5 minuti, ho ricevuto un forte colpo alla nuca. Il primo pensiero è stato che fosse successo qualcosa di catastrofico all’aereo. Ma poi i colpi continuavano ad arrivare».

Demansionato da Oman Air all’inizio del decennio, al-Hammami si sarebbe riguadagnato una posizione stabile in cabina di pilotaggio grazie a una laurea triennale in gestione del trasporto aereo, conseguita a distanza nel 2023 presso la Buckinghamshire New University, di High Wycombe, in Inghilterra. Due anni più tardi, nel febbraio 2025, Oman Air lo avrebbe tuttavia allontanato definitivamente.

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Ma la carriera da pilota del 29enne attentatore non si è arrestata. Secondo il suo profilo Linkedin, rimosso dopo il fallito atto terroristico, al-Hammami ha lavorato dal giugno 2025 al gennaio 2026 presso Royal Air Maroc, la compagnia di bandiera marocchina, e dal febbraio dello stesso anno è stato assunto da Flydubai. Chi ha chiuso un occhio in occasione del suo passaggio alla compagnia emiratina? Si è trattato di un errore o di un atto deliberato per assumerlo e metterlo nelle condizioni di compiere una strage?

Il primo ministro Benjamin Netanyahu, che mercoledì era stato il primo a parlare di un atto terroristico, aveva anche ipotizzato che l’attentatore potesse essere stato agevolato da una mano esterna, minacciando «conseguenze gravissime» qualora i presunti complici di al-Hammani fossero stati individuati. E la sua ipotesi potrebbe trovare conferma in due post pubblicati sui profili Linkedin e Instagram del copilota-terrorista 9 ore dopo il fallito attentato. Il primo, un video girato all'aeroporto di Dubai dall’interno di una cabina di pilotaggio compatibile con quella di Flydubai, mostra aeromobili delle compagnie israeliane, El Al e Arkia, sulla pista dello scalo emiratino e si conclude con le fotografie di Ayman al-Zawahiri (successore di bin Laden alla guida di Al Qaeda) e di un affiliato di al Qaeda che nel 2009 si fece esplodere in Afghanistan uccidendo 9 persone, tra cui sette agenti della Cia.

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L’ISLAM

Il secondo mostra un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che raffigura i tre luoghi più sacri dell’Islam, la Mecca, Medina e Gerusalemme, uniti da una scia luminosa, accompagnata da una poesia che parla del rifiuto dell’umiliazione, dell’assenza di paura della morte e della difesa della propria dignità. Entrambi gli account sono stati rimossi poco dopo. I post potrebbero essere stati pre-programmati da al-Hammami come una sorta di rivendicazione postuma del suo martirio, ma gli investigatori non escludono che altri possano averli pubblicati sulle piattaforme. Due piloti maldiviani di Flydubai, che vivevano nello stesso palazzo dell’attentatore, sono stati interrogati ieri sera negli Emirati Arabi.