Tre registrazioni audio, pubblicate da El País e dall'emittente pubblica Tve, potrebbero fare luce sulla tragedia ferroviaria avvenuta nei pressi di Urda, nella provincia di Toledo, dove lo scontro tra due treni ad alta velocità ha provocato almeno 69 vittime. Le comunicazioni tra i macchinisti e il centro di controllo di Atocha, a Madrid, evidenzierebbero una serie di possibili errori nella gestione della circolazione.
Secondo la ricostruzione, alle 8:36 il treno Ave di Renfe, fermato da un problema al sistema automatico di controllo Lzb, avrebbe ricevuto l'autorizzazione a ripartire a velocità normale, anziché procedere "a vista", con un limite massimo di 40 km/h, come previsto dalle procedure di sicurezza. Poco dopo, anche la macchinista del convoglio Iryo avrebbe segnalato difficoltà con lo stesso sistema, ricevendo indicazioni analoghe. Alle 8:48 aveva comunicato di essere ancora ferma: "Il treno non mi permette di avviare il sistema Lzb. Per questo sono ancora ferma davanti al segnale d'ingresso a Urda".
Nonostante la segnalazione, non risulterebbe impartito alcun ordine di arresto al treno Ave, che avrebbe raggiunto i 200 km/h prima dell'impatto. A rendere ancora più rilevante la vicenda è la precedente denuncia dei problemi al sistema Lzb. Il 5 ottobre, durante un'audizione in Senato, l'amministratore delegato di Iryo, Fabrizio Favara, aveva definito il sistema "sicuro ma piuttosto vecchio", segnalando frequenti interruzioni della connessione che costringevano i treni a fermarsi. Le comunicazioni registrate e le precedenti segnalazioni sono ora elementi centrali per ricostruire le responsabilità dell'incidente.




