Nella lunga notte elettorale americana, Donald Trump ha ingaggiato una battaglia a distanza con Fox News, la rete televisiva tradizionalmente a lui più vicina. Il presidente ha criticato duramente l'emittente via cavo in tre post su Truth, pubblicati nell'arco di 95 minuti, accusandola di "dedicare troppo tempo a occuparsi dei Democratici ossessionati da Trump". E ha poi aggiunto che gli ascolti di Fox News sono "in netto calo, non per colpa mia, ma perché sono CONTRO di me!".
"Gli ascolti di Fox News - questo il post integrale di Trump - sono in netto calo (del 27%!) perché dedicano troppo tempo a occuparsi dei 'Democratici ossessionati da Trump' (i cosiddetti 'Trump Deranged Dumocrats')! Tutte le persone che un tempo guardavano Fox e ora non lo fanno più, hanno capito il motivo". "Il problema sono loro, non io: i miei numeri sono migliori che mai. Un recente sondaggio della Cnn indica che il gradimento per Trump tra i repubblicani è al 99%; inoltre, tra i presidenti repubblicani, Trump si attesta al 53%, contro il 18% di Ronald Reagan e l'8% di Abraham Lincoln! Fox lo sa, e lo sanno tutti! E poi, perché Fox Corp. spende così tanto denaro facendo donazioni ai peggiori in assoluto, tra cui Hakeem Jeffries, Jamie Raskin, Ted Lieu, Pete Aguilar, il partito democratico della California, il Democratic Congressional Campaign Committee, il Democratic Senatorial Campaign Committee, il Congressional Black Caucus PAC, il CHC Bold PAC, il New Democrat Coalition Action Fund e altri ancora?", rincara il tycoon. "Non c'è da stupirsi che gli ascolti di Fox News stiano crollando, e sono destinati a scendere ancora molto. Sono in forte calo, non per colpa mia, ma perché sono CONTRO di me! È già successo in passato e Fox ha rischiato il collasso. Sta accadendo di nuovo!", conclude il suo lungo post il presidente Usa.
Una notte agitata, per il capo della Casa Bianca, perché dai seggi di queste elezioni di metà mandato sta emergendo una vittoria netta dei Democratici alla Camera, mentre al Senato la situazione è più contesa anche se gli sfidanti hanno già messo a segno vittorie pesanti. L'ex governatore democratico Roy Cooper - figura molto popolare - ha sconfitto in North Carolina il candidato al Senato scelto personalmente da Trump, mentre Jon Ossoff, astro nascente del partito Democratico, ha ottenuto la rielezione al Senato in Georgia.
In un clima di crescente rabbia per il costo della vita, le dispute commerciali innescate da Trump e la guerra contro l'Iran, i sondaggi indicano che il presidente è tra i più impopolari nella storia degli Stati Uniti. Il leader dei Democratici alla Camera, Hakeem Jeffries, ha dichiarato che il Paese si trova "sull'orlo di un drastico cambio di rotta", prevedendo che il suo partito riuscirà a riconquistare la Camera. I risultati provenienti dalla Florida evidenziano la vulnerabilità dei Repubblicani nella battaglia per la Camera dei Rappresentanti: i Democratici sono dati in vantaggio per la conquista di diversi seggi che, in seguito a una ridefinizione dei collegi elettorali, erano stati pensati per favorire il partito di Trump.




