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Kimi Antonelli, chi deride Pd e M5s: "Avercelo uno così", un caso a sinistra

martedì 3 novembre 2026
Kimi Antonelli, chi deride Pd e M5s: "Avercelo uno così", un caso a sinistra

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"Beh, magari avessimo un Kimi Antonelli…". Non c'è solo il "Nettuno d'Oro-gate" a imbarazzare e non poco il Partito democratico. All'indomani della storica vittoria del Mondiale di Formula 1 di Kimi Antonelli, a 20 anni il più giovane di sempre a riuscirsi e soprattutto il primo italiano a trionfare a ben 73 anni dal mito Alberto Ascari, a sinistra siamo dalle parti dello psicodramma su quattro ruote se persino Goffredo Bettini, eminenza grigia del Nazareno, l'uomo che da Roma tutto controlla e tutto suggerisce, si permette il lusso di deridere la condizione attuale del Campo largo.

Mentre il sindaco di Bologna Matteo Lepore propone di concedere al ragazzo di Casalecchio il prestigioso premio cittadino (pochi mesi dopo che proprio il Pd si era opposto alla medesima proposta avanzata, però, da Fratelli d'Italia in occasione del primo successo in un Gp di Kimi), il buon Bettini ospite di Un giorno da pecora, su Rai Radio 1, va in brodo di giuggiole per il pilota della Mercedes: "E’ un ragazzo in gamba, ha la faccia di una persona perbene, dà il senso dell’Italia migliore, quella che ha talento ma sa stare al suo posto. Se è quello che ci vorrebbe per il c.sinistra? Beh, magari avessimo un Kimi Antonelli…". Sdeng. 

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Ai conduttori Giorgio Lauro e Nancy Brilli non par vero. Non pago, il loro ospite prosegue spedendo Kimi nel calderone del candidato leader del centrosinistra: "Ecco, quello poteva essere un terzo nome...". Si scherza, ma è bene ricordare che le critiche e le battute di Bettini non sono mai fini a se stesse. Goffredo è infatti colui che più di ogni altro esponente dem lotta da tempi non sospetti per un matrimonio tra Pd e Movimento 5 Stelle, tanto da essere considerato il maggior sponsor di Giuseppe Conte a Roma.

Quindi allarga il ragionamento alle primarie, facendosi più serio: "Sarebbe stato meglio non fossero" in competizione "i due segretari, è uno scontro che crea lacerazione, esasperare ‘la conta’ penso sia soltanto un danno. Mi interessa sapere che batteremo Meloni non chi vince le primarie".

"Si poteva convergere su una personalità - prosegue Bettini -, ne abbiamo tante. Bersani? Lo stimo moltissimo. Ma ad esempio ci sono bravissimi amministratori locali, come Gualtieri, Manfredi e il presidente della Puglia Antonio Decaro". In ogni caso, conclude, "a mio avviso non bisogna dare attenzione ossessiva alle primarie", poiché "se vince la Meloni non diventa" più solo "un governo di destra ma diventa un regime, non c'è nulla da fare. Si prendono tutto, compreso il presidente della Repubblica. E avremmo per la prima volta un presidente che non è radicato dentro la grande cultura della Costituzione italiana".