Bruxelles, 23 apr. - (Adnkronos/Dpa) - All'indomani del voto in Francia segnato dall'avanzata dell'estrema destra di Marine Le Pen, i ministri degli Esteri dell'Unione Europea non hanno nascosto la loro preoccupazione per l'affermazione del Fronte nazionale. E non hanno risparmiato qualche bacchettata a Nicolas Sarkozy. "Se fossi presidente della Repubblica francese - e' andato giu' duro il ministro degli Esteri lussemburghese Jean Asselborn - mi chiederei perche' un elettore su cinque in Francia ha votato per il Fronte nazionale. Se uno ripete ogni giorno che bisogna cambiare Schengen, che bisogna avere una politica dell'immigrazione dura, che bisogna parlare dell'eccezionalita' francese, questo e' quello che sostiene il Fronte nazionale". E il Fronte nazionale, ha ricordato il socialista Asselborn, "e' contro l'euro e contro l'Europa ed essere contro l'euro e contro l'Europa e' negativo per la Francia e per l'Europa, dobbiamo fermare questa logica". Dal canto suo, il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt, al suo arrivo a Lussemburgo per la riunione dei colleghi dei 27, si e' detto "preoccupato" per l'atteggiamento dell'estrema destra non solo "contro una societa' aperta, ma anche contro un'Europa aperta". Il successo di Marine Le Pen, ha fatto eco il capo della diplomazia austriaca, Michael Spindelegger, "ci deve far pensare". L'avanzata dell'estrema destra, ha dichiarato dal canto suo il ministro degli Esteri belga, Didier Reynders, "e' sempre un elemento che preoccupa, che sia in Francia o altrove". Nessun commento, infine, dal ministro degli Esteri britannico William Hague: "Le elezioni francesi sono interamente una questione di competenza del popolo francese, non di un politico britannico".




