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Ungheria e Orban, il Parlamento europeo contro la Commissione Ue: Ursula alla Corte di Giustizia

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Il caso Orban spacca le istituzioni europee, creando un precedente pesantissimo. La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in seguito alla raccomandazione della commissione giuridica (Juri) di adire la Corte di giustizia europea per chiarire il ruolo e i margini di discrezionalità della Commissione Ue in merito allo scongelamento dei fondi di coesione da 10 miliardi di euro per l'Ungheria, ha incaricato i servizi di presentare il caso in Corte a nome del Parlamento entro la scadenza giudiziaria stabilita, ossia il 25 marzo. 

La Juri mercoledì ha votato a stragrande maggioranza (16 favorevoli e un contrario) per trascinare la Commissione in Corte, come aveva informato via social l'eurodeputato tedesco dei Verdi Daniel Freund. "Questa - ha scritto - è la nostra risposta allo sblocco da parte di Von der Leyen di 10 miliardi per Viktor Orban, in cambio della rimozione del veto" all'avvio dei negoziati di adesione con l'Ucraina.

La Commissione aveva sbloccato i fondi proprio alla vigilia del Consiglio Europeo in cui Orban, lasciando la stanza, aveva consentito al Consiglio Europeo di dare il via libera all'avvio dei negoziati con Kiev. "Lo Stato di diritto non può essere merce di scambio per patti con Orban", ha concluso. Il fatto che la decisione sia stata presa in Juri con una maggioranza così ampia indica che anche il Ppe, il partito di Ursula von der Leyen, approva la decisione.

Il precedente è pesante, ma non è comunque la prima volta che l'Aula cita in Corte la Commissione Von der Leyen: era già successo per il ritardo con cui l'esecutivo Ue aveva attuato il meccanismo che tutela il bilancio comunitario dalle violazioni dello Stato di diritto. 

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