(Adnkronos) - A tale proposito ad Asati "non risulta che Marco Fossati abbia mai fatto nessuna dichiarazione per assumere il controllo della società, ma anzi che non ha alcun interesse ad entrare in un prossimo cda di Telecom Italia. E allora se Assogestioni e Findim hanno gli stessi obiettivi, e cioè la tutela e difesa di tutte le minoranze, diritti calpestati in passato ed ancora oggi con estrema evidenza in queste ore (vedi emissione convertendo concesso solo a pochi privilegiati e affrettata vendita di Telecom Argentina), in Assemblea devono votare insieme e fare una lista unica. Non parliamo poi se dobbiamo dare un giudizio se l'attuale piano industriale tuteli o meno le minorities o solo Telefonica. La risposta è evidente". Asati si chiede però come sia possibile "che Assogestioni approvi una politica di silenzio di fronte alle stanze dei salotti buoni che decidono di far salire Telefonica in Telco, consentendogli una eccezione, sia nel rimodulare pochi giorni fa i patti stessi sottoscritti solo un mese fa, e ancora come è stato possibile che l'ex Presidente di Assogestioni, nella qualità di responsabile italiano di Morgan Stanley abbia tenuto fuori del convertendo la Findim, inserendo nottetempo Black Rock e creando un'altra eccezione, dato che essendo fondo Usa non poteva sottoscriverlo e invece l'ha sottoscritto per addirittura 200 milioni di euro?". L'incertezza dell'associazione riguarda poi la politica di Assogestioni alla prossima assemblea. Sarà "a favore o contro le minorities? Sarebbe bene che i fondi esteri lo sappiano al più presto e la stessa Consob, attenta e vigile come al solito, questa volta faccia ancora meglio e sia maggiormente tempestiva dato che il tempo a disposizione per un verdetto finale è pochissimo". Se Assogestioni presenterà una sua lista senza Fossati, conclude, "vuol dire che potenzialmente non difende le minorities ma gli azionisti dell'altra sponda".




