(Adnkronos) - "Noi - aggiunge Messina - abbiamo una unità che fa merchant banking nel gruppo: il suo mestiere è quello di acquisire partecipazioni e poi di rivenderle. Ma, se acquisisci partecipazioni e poi entri in una fase di crisi, è difficile venderle. Quindi, anche se lo scopo per cui sono state comprate quelle partecipazioni è di venderle, ci si trova poi nella condizione di non poterle vendere e, quindi, di doverle gestire. Questa è una cosa che, per il futuro, vogliamo evitare di fare". "Nel futuro - continua Messina - noi vogliamo evitare di trovarci nelle condizioni di entrare in aziende che, in quel momento, sono ritenute le migliori in cui investire, ma che poi, nelle fasi di crisi, non si possono valorizzare in modo immediato e che, in questo modo, diventano una sorta di meccanismo di correlazione tra l'equity e il debito". "Questo, secondo me - aggiunge l'ad - non è sano nella gestione di una banca. Quindi, in prospettiva, la visione è che Intesa Sp entrerà sempre meno nell'equity e sempre più farà il suo mestiere di dare il credito alle imprese meritevoli e di cercare di sostenere quelle che sono in difficoltà, per quanto possibile". (segue)




