Roma, 9 giu. (Adnkronos) - "Il documento adottato all’unanimità dall’Assemblea nazionale di Magistratura Indipendente, tenuta ieri a Roma, si pone in netta contrapposizione con il documento deliberato dal Comitato Direttivo Centrale dell'Anm ed esclude la possibilità di proseguire l'esperienza dell’attuale Giunta che vede la presenza e la presidenza di Magistratura Indipendente". Lo sottolineano i gruppi di AreaDG, Unicost ed Autonomia e Indipendenza che chiedono al comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati la convocazione urgente con il seguente ordine del giorno: rinnovo della Giunta esecutiva centrale. "La richiesta dei Consiglieri del Csm di MI autosospesi di riprendere la loro attività crea un incidente istituzionale senza precedenti - denunciano - e potrebbe condurre all’adozione di riforme dell’Organo di autogoverno dal carattere "emergenziale" con il rischio di alterarne il delicato assetto voluto dalla Costituzione a garanzia dell'autonomia e dell’indipendenza della magistratura senza risolvere i problemi posti dalle gravi recenti vicende. Magistratura Indipendente - conclude la nota - si assume di fronte alla magistratura ed al Paese la grave responsabilità di quanto sta accadendo". Per Eugenio Albamonte, ex segretario dell'Anm e rappresentante di Area nel comitato direttivo centrale dell'Associazione intervistato da Rai News 24, "il nostro giudizio è che il documento di ieri di MI abbia aperto una fase ulteriore di crisi istituzionale. L’autosospensione è una soluzione tampone, ma in questo momento metteva il Consiglio e le sue deliberazioni al riparo da qualsiasi considerazione critica ulteriore. Oggi l’invito di una corrente fatto ai propri consiglieri di revocare l’autosospensione trascina l’intero Csm nel caos istituzionale e lo espone a rischio ulteriore perdita di credibilità". "Se siedono nel Plenum del Consiglio persone comunque coinvolte in una vicenda in corso di definizione, noi temiamo ne abbia a perdere la credibilità intera dell’autogoverno", spiega. "La cosa che ci ha colpito molto è che Magistratura Indipendente ha sottoscritto il deliberato della Anm del 5 giugno pur a ranghi ridotti , ma con il suo presidente, quindi sostenendo una posizione unitaria di richiesta di dimissioni. Una richiesta che non vuole mettere il cappio al collo a nessuno, serviva solo per restituire credibilità a una Istituzione nell’interesse di tutti i magistrati. Noi chiediamo un chiarimento - conclude Albamonte - non è possibile che magistratura indipendente quando è in Anm dica una cosa e quando si riunisce ne dica un’altra".




