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Regina Catambrone, la milionaria che piace alla Boldrini, salva gli immigrati e li porta in Italia

di Giulio Bucchidomenica 23 aprile 2017
2' di lettura

Giovane e milionaria, Regina Catambrone è la "salvatrice" dei migranti. Residente a Malta, nel 2013 ha fondato con il marito Christopher, imprenditore italo-americano, l'organizzazione Moas, con le cui imbarcazioni private soccorre i migranti nel Mediterraneo e li porta su terra ferma. Dalla Lega Nord al Movimento 5 Stelle, sono molte le critiche ad associazioni come queste accusate di "favorire i trafficanti", di cui sarebbero di fatto i traghettatori, se non direttamente di speculare sulle vite degli stessi profughi e disperati. "Tutte le nostre operazioni si sono sempre svolte sotto il coordinamento della Guardia costiera italiana e nel rispetto delle convenzioni e del diritto internazionale del mare - si difende lei al Corriere della Sera - pertanto nel pieno della legalità! A tutti coloro che continuano ad accusare noi e le altre Ong chiederei cosa stanno facendo per affrontare questa crisi umanitaria". "Ben vengano le indagini della magistratura perché è giusto che faccia il suo lavoro se c'è qualcosa di sospetto, noi ci siamo sempre detti pronti a prestare la massima collaborazione". Sarà ascoltata dalla commissione Difesa del Senato ma, attacca, "questa campagna di discredito certo non ci aiuta. Siamo una organizzazione umanitaria, non capisco davvero come si possa anche solo lontanamente pensare a legami tra noi e chi sfrutta persone innocenti che noi vogliamo aiutare". Dice di aver fondato la sua associazione filantropica "per rispondere alla chiamata di Papa Francesco da Lampedusa contro la globalizzazione dell'indifferenza. La mia famiglia e io ci siamo sentiti costretti ad agire. Non potevo sopportare che così tante persone morissero nello stesso posto dove sono cresciuta e dove in tantissimi vanno per le vacanze. Dalla prima missione, nel 2014, abbiamo salvato e assistito oltre 33mila persone nel Mediterraneo centrale, ma anche nel Mar Egeo". "Moas è finanziata privatamente - taglia corto sulla polemica -. In primo luogo da mio marito e da me. Ma anche e soprattutto da moltissimi donatori che credono in quello che facciamo, nella nostra professionalità e correttezza, e che per questo decidono di contribuire alla nostra missione".