(Adnkronos) - La Soprintendenza del Lazio accettò l'acquisizione del materiale nonostante le problematiche che ciò presentava: i marmi intarsiati erano diventati molto fragili perché danneggiati dalla lunga esposizione all'aperto, avevano bisogno di un diffuso consolidamento oltre che di una ricomposizione delle diverse parti e necessitavano di un luogo idoneo per la loro conservazione. Il restauro fu eseguito a titolo gratuito dagli allievi della scuola Ars Labor di Roma sotto la direzione lavori della responsabile dell'Ufficio Furti della Soprintendenza Giovanna Grumo. A conclusione dell'intervento paliotto e balaustre furono sistemati, in mancanza di spazi più adatti, al coperto nel chiostro di Palazzetto Venezia. Dopo l'individuazione della provenienza, e la recente conferma da parte del Nucleo di Napoli dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, coadiuvato dal funzionario della Soprintendenza Bapsae per le province di Caserta e Benevento Vincenzo Mazzarella, il prezioso materiale marmoreo potrà finalmente tornare alla Cattedrale di Calvi Risorta, nella chiesa dalla quale esso fu trafugato.




