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Feltri: "La castità non può valere solo per le suore"

Il fondatore di Libero: "La rinuncia al sesso non può valere soltanto per le donne. La loro colpa? Quella di non poter nascondere la gravidanza"
di Andrea Tempestinidomenica 26 gennaio 2014
2' di lettura

Del caso della suora salvadoregna che ha partorito un bambino, Francesco, se ne parla da giorni. E ora dice la sua anche Vittorio Feltri. Un parere netto: la castità non può valere soltanto per le suore. Per il fondatore di Libero "la puerpera ha fatto bene ad affermare il desiderio di tenersi il bimbo e a rifiutare l'aiuto delle consorelle". Secondo Feltri, "la vicenda pone un problema di non facile soluzione, e quindi drammatico". Quello della castità, appunto. L'editorialista, sulle pagine de Il Giornale, si chiede: "E' vero o no che la religione (nella fattispecie quella cattolica) è rimasta un'isola nella quale la discriminazione femminile è praticata disinvoltamente? Temo di sì". Peccati diversi - Feltri sottolinea che, in effetti, ciò che ha fatto la suora contrasta con le regole del convento. "Ma c'è un ma. Perché se un prete, o un frate, cede alla famosa tentazione" non viene espulso? Infatti il peccato maschile "è tollerato, quantomeno coperto per non destare scandalo". E allora perché "se è una suora a fare altrettanto non si salva ed è costretta a togliersi la veste con tanti saluti alla propria vocazione?". Il punto è che la gravidanza di una donna è "difficilmente occultabile", mentre per esempio la scappatella di un monaco "non lascia traccia". Dunque, per Feltri, "bisogna stabilire se la castità è un principio basilare per un religioso oppure una formalità (un omaggio alla tradizione) ma non tanto importante da meritare la radiazione di chi non vi si attenga). La domanda - Per il direttore "se la castità è un principio basilare, deve esserlo per tutti, maschi e femmine". "Nel secondo caso, non ha senso che le gerarchie siano di manica larga nel giudicare le scappatelle di curati e parroci (...) e che, viceversa, siano severe con le madri superiori, o inferiori, e le scaccino dai conventi soltanto perché natura vuole che i loro peccati, a differenza di quelli dei colleghi, siano talmente visibili e concreti da finire nelle culle". Infine un'ultima domanda: "Mi domando se il Padreterno, ammesso che ci sia, nel valutare la condotta dei suoi figli tenga conto del loro genere. La castità è di rigore per le suore e per i preti è facoltativa? Non sta in piedi".

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