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Abbado: Lissner, la Scala oggi e' silenziosa ma il suo segno e' visibile (2)

domenica 26 gennaio 2014
Abbado: Lissner, la Scala oggi e' silenziosa ma il suo segno e' visibile (2)

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(Adnkronos) - "Alla Scala -continua il sovrintendente- Abbado ha diretto un repertorio sterminato, da Rossini a Nono, da Verdi a Schoenberg. Ha realizzato festival dedicati a Musorgskij, a Stravinsky, a Berg, in cui si eseguiva tutta la musica di quegli autori e si facevano convegni internazionali di cui rimanevano gli atti, ad arricchire la riflessione. Insieme a Maurizio Pollini ha portato la musica in città, nelle scuole, sui posti di lavoro. Alla Scala ha aperto cicli speciali per Giovani e Anziani, che ancora sono rimasti nell'offerta del Teatro. Per Abbado la musica era un territorio senza confini, dal Settecento all'oggi: nessuna frattura fra Romanticismo e Novecento, nessuna predilezione, ma sempre e solo un grande lavoro di approfondimento per trovare il cuore di ogni espressione in ogni tempo". "Ed è per questo che Abbado -sottolinea Lissner- è stato grande in Verdi come in Berg, in Rossini come in Stravinsky, in Schubert come in Musorgskij, in Beethoven come in Bartok. Un programma come quello di questa sera, gli sarebbe piaciuto. Ed è ancora un segno del destino che in questi giorni, domani stesso, salga su questo podio Daniel Harding, in cui Claudio fu il primo a credere. Pochi hanno avuto come lui fiducia nei giovani: con loro ha perfino creato orchestre antiaccademiche con le quali ha voluto rileggere i classici con occhi nuovi e nuovo scatto". "I musicisti e i registi con cui lavorare -aggiunge il sovrintendente della Scala- li sceglieva con amore del rischio, senza vedere in nessuno di loro - tutti grandi, grandissimi - un'ombra per sé. Con lealtà ne ha condiviso le scelte e gli onori. La sua idea della musica e del teatro non vedeva separazioni con il mondo che viviamo. Per questo -conclude- abbiamo cercato di fare teatro, in questi anni, un po' seguendone le tracce".