Milano, 20 gen. - (Adnkronos) - "La Scala oggi è silenziosa. Claudio Abbado ci ha lasciati. Così si usa dire. Ma in realtà non è vero: in questo teatro resterà per sempre. Il ricordo del suo concerto del 30 ottobre 2012, insieme a Daniel Barenboim, è ancora nell'aria. Il segno che ha lasciato nei diciotto anni della sua presenza qui, ancora visibile". In occasione del concerto della Filarmonica della Scala diretto da Susanna Mälkki, il covrintendente Stéphane Lissner ha letto questo personale ricordo di Claudio Abbado, invitando il pubblico a un minuto di raccoglimento. "Alla Scala - ha detto - Abbado ha dedicato il fiore dei suoi anni: ne aveva ventisette quando ha diretto per la prima volta, nel 1960, alla Piccola Scala. Nel 1965 ha debuttato in questa sala con la Seconda Sinfonia di Mahler. Nel 1968 ha assunto la guida dell'Orchestra. Nel 1972 è diventato Direttore Musicale del Teatro. In diciotto anni è salito sul podio di 362 spettacoli d'opera, 217 concerti e 6 balletti, per un totale di 567 serate. Ma questi, in fondo, sono solo numeri. Claudio Abbado era ben altro che una carriera ai vertici della musica negli ultimi cinquant'anni del nostro tempo". "Innanzitutto - ha ricordato ancora Lissner - c'era l'uomo, che ho conosciuto prima del musicista. Con lui e Peter Brook abbiamo lavorato insieme per tre mesi - tempo incredibile per un solo spettacolo - ed è nato un Don Giovanni che ha fatto storia e ha girato il mondo, arrivando fino a Milano, al Piccolo Teatro. Con lui vedevo crescere le idee del regista riflesse nello specchio della sua intelligenza musicale, in cui il dominio dei dettagli non offuscava mai la visione del tutto. Erano importanti anche i suoi silenzi. E il pubblico si era affezionato a decifrare i grandi moti dell'animo dai piccoli gesti. Intuiva la complessità che c'era dietro tanta discrezione". (segue)




