Roma, 21 gen. (Adnkronos) - "Sono poco contento. E' stata una specie di ultimatum, nel senso che ci è stato detto che l'operazione bisognava farla perchè obbedisce a criteri di politica internazionale e che non ci saranno rischi". Così Domenico Madafferi, sindaco di San Ferdinando, area dove ricade buon parte del porto di Gioia Tauro, ha commentato il vertice a palazzo Chigi con il premier Enrico Letta, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e il sottosegretario Filippo Patroni Griffi, uscendo dall'incontro. "Le perplessità restano -ha spiegato- ho fatto presente che a trenta metri ci sono le scuole medie ed elementari, a cinquanta metri c'è anche casa mia. Non so quel giorno come si potrà stare tranquilli". Dal primo cittadino di San Ferdinando, così come dal sindaco di Gioia Tauro, è stato ribadito dunque un no alle operazioni del trasferimento delle armi chimiche siriane nel porto, "ma non abbiamo alternative". "Noi non facciamo baratti", ha aggiunto ancora il sindaco che si è definito "un po' avvilito".




