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Expo 2015: Sbai, nuova moschea non sia megafono dei jihadisti

domenica 26 gennaio 2014
Expo 2015: Sbai, nuova moschea non sia megafono dei jihadisti

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Roma, 21 gen. (Adnkronos) - "Le infiltrazioni jihadiste in Italia mi preoccupano molto, soprattutto l'esistenza di legami tra gli esponenti di alcuni centri culturali islamici e la rete terroristica internazionale, appurata già in passato. In questi giorni per esempio è stata avviata la campagna di raccolta fondi dal Caim (Coordinamento delle Associazioni islamiche di Milano e Monza e Brianza) per la realizzazione di una moschea in occasione di Expo 2015 su cui i moderati stanno manifestando forti perplessità". E' l'allarme lanciato da Souad Sbai, ex deputata e presidente dell'Associazione Acmid. "Lo jihadismo -sottolinea- è un fenomeno in ascesa. L'ho visto crescere troppo in fretta in Inghilterra e in Germania. Soltanto ieri l'allarme del ministro dell'Interno francese, Manuel Valls, ha confermato le nostre preoccupazioni circa il reclutamento in Europa di minorenni da parte di gruppi terroristici legati ad Al Qaeda denunciando che, a fronte dei 2mila giovani europei che si recano in Siria per combattere la jihad, 600 sono bambini-soldato". "Per questo motivo -spiega Sbai- è indispensabile denunciare e sensibilizzare l'opinione pubblica sull'avanzata silenziosa dell'estremismo islamico per evitare che anche l'Italia faccia la stessa fine di quei Paesi che hanno aperto le loro porte ai tribunali sharitici. Costruire un'unica grande moschea con il pretesto di accogliere i turisti musulmani -sottolinea l'ex parlamenatre- di certo non incontra i bisogni reali di una comunità ma favorisce l'organizzazione sul territorio, anche dopo il semestre espositivo, di tutti quei personaggi che ora si raccolgono in scantinati, garage, palestre e spazi abusivi per fare proselitismo e reclutare giovani terroristi. La preoccupazione è che simili centri sfuggano ai controlli e diventino luoghi di culto senza regole". (segue)