(Adnkronos) - Bossini e la sua band tenteranno di dimostrare di essere pronti ad affrontare una carriera parallela a quella sui palcoscenici di Ligabue. "Comparare Campovolo ai concerti in casa - afferma Bossini - è impossibile. Essere il chitarrista di Ligabue, per me, è una fortuna, ma anche un marchio, un'ombra abbastanza pesante. Suonare con lui mi ha cambiato la vita; mi ha reso popolare e mi ha dato grandi soddisfazioni. Certo è che quando cominci a proporre cose tue la gente tende comunque a etichettarti ed è difficile staccarsi da quel ruolo". "Con il Liga - prosegue Bossini - ho la fortuna di far parte di una macchina perfetta. Contribuisco molto, così come tutti i componenti della band, agli arrangiamenti e nella parte artistica. Ma rimango sempre e comunque un esecutore di parti. Nel mio progetto invece, oltre suonare la chitarra, canto. La mia band è fatta di persone in gambissima, con le quali proviamo in continuazione, ma ogni volta che dobbiamo affrontare uno di questi concerti non si sa mai che cosa succederà. Fino a un'ora prima dell'inizio non sono neanche certo di riuscire a suonare. E poi quando canti la voce ti può tremare. Sento molto di più la tensione, un po' come quando l'aereo, che temo follemente, sta per decollare". Il tour avrà con molta probabilità un seguito. "A me - confessa Bossini - piacerebbe portare #ACASATOUR anche all'estero. Ma il sogno vero è di riuscire a organizzare una data a casa mia, nella mia città, per la prossima estate. Magari ad agosto. Ora - conclude - siamo in fase ancora immaginativa, ma chissà che non ci riesca davvero".




