Roma, 21 gen. - (Adnkronos) - "Installazione di apparecchiatura atta a intercettare o impedire comunicazioni o conversazioni telefoniche o telegrafiche. E' il reato che la Procura della Repubblica ha ipotizzato aprendo il fascicolo di indagine dopo il ritrovamento nella sala riunioni della Regione Lazio di una microspia di fattura artigianale. Sull'apparecchio esiste, secondo quanto si è appreso, anche un pulsante per l'accensione e non si esclude quindi che qualcuno interno alla Regione avesse il compito di mettere in funzione l'apparecchiatura. L'indagine è affidata al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Il magistrato ha affidato ai carabinieri una consulenza sull'apparecchiatura che, come è noto, era stata nascosta nello schienale di una poltrona. Per quanto riguarda la microspia si conferma che si tratta di una apparecchiatura rudimentale e ha destato un certo interesse il fatto che ci sia sull'apparecchio un pulsante per l'accensione. Confermato anche che la microspia non è del tipo di quella in uso alle forze dell'ordine.




