(Adnkronos) - Nonostante la liquidazione avvenuta, M. avrebbe preteso un'ulteriore somma di 2.000 euro. Alcuni testimoni che avrebbero assistito alla restituzione in contanti della somma, maggiorata degli esosi interessi, confermarono la sua versione agli inquirenti. Da una perquisizione in casa di M., i poliziotti hanno trovato elementi investigativi utili sulla sua presunta attivita' di usura. C'erano, infatti, un assegno e una matrice di un blocchetto di assegni che dimostrerebbero l'attivita' di usura ai danni del titolare di un'azienda edile e di un commerciante di calzature. M., che disse di svolgere in estate l'attivita' di cuoco in un ristorante a Mattinata e di aiutare il suocero in un allevamento d'inverno, di fronte all'evidenza dei titoli di credito, senza essere interpellato, quasi a giustificarsi, affermo' di essere "un benefattore", che prestava soldi senza alcun compenso, ma gli inquirenti recuperarono anche un'agenda che riportava tutti i conteggi, dai quali si intuiva la data del prestito e quello della scadenza con un esoso incremento economico rispetto alla somma prestata a persone in difficolta' economiche. Il gip ha ritenuto che sia concreto il pericolo di reiterazione del reato poiche' allo stato attuale si procede esclusivamente per il caso dell'unica vittima che ha trovato il coraggio di denunciare.




