(Adnkronos) - Dopo gli arresti delle forze dell'ordine i soggetti più esperti si occupavano di controllare i vari nascondigli per recuperare la droga non trovata dai militari, redistribuire lo stupefacente ai nuovi spacciatori, reindirizzare il traffico di acquirenti ed adottare le opportune contromisure. Vari i punti di stoccaggio della 'merce' e dei 'guadagni' dell'attività di spaccio. Infatti, oltre ai nascondigli utilizzati dai pusher nelle immediate vicinanze della zona di spaccio (motorini, usci delle porte, segnali stradali, passaruota delle auto, grondaie, fori nei muri e nei marciapiedi, persiane, aiuole), alcuni indagati depositavano periodicamente il denaro raccolto in un magazzino in via Cabrera, mentre la droga veniva sistemata in vari depositi, via via più distanti dall'area di spaccio quanto maggiore era la quantità di droga da occultare. Ad occuparsi di tale compito era soprattutto Rosario Bertolino, 45 anni, finito oggi in manette, che provvedeva a depositare e ritirare le quantità più ingenti di stupefacente da un magazzino in Fondo Rubino Muratore. Qui i militari, nel corso dell'attività, hanno trovato e sequestrato circa 900 grammi di marijuana, in gran parte già suddivisi in dosi pronte per la vendita, e 230 grammi di hashish suddivisi in stecche.




