Venezia, 22 gen. (Adnkronos) - L'abrogazione del reato di clandestinità non rappresenterà di sicuro uno "svuota carceri": nel 2013 meno dell'1% dei detenuti in Italia è in carcere per reati legati alla legge sull'immigrazione, la cosiddetta Bossi-Fini. Negli ultimi sei anni si è registrata una forte diminuzione di tutti i valori relativi all'applicazione del reato di clandestinità: numero di detenuti, espulsioni per via giudiziaria e provvedimenti amministrativi. La Fondazione Leone Moressa ha confrontato i dati ufficiali del Ministero della Giustizia sui detenuti nelle carceri italiane con i dati del Ministero dell'Interno sui provvedimenti amministrativi. Dimezzato il numero di detenuti per reati sull'immigrazione. Negli ultimi sei anni sono diminuiti del 50,2% i detenuti per reati legati alla legge sull'immigrazione, passando da 2.357 nel 2008 a 1.174 nel 2013. La diminuzione è dovuta in parte alla trasformazione nel 2011 di alcune pene da incarcerazione a pecuniarie, che hanno portato il reato di clandestinità ad essere punito solo con un'ammenda (da 5.000 a 10.000 euro). I detenuti per questo tipo di reati rappresentano nel 2013 appena lo 0,9% del totale dei detenuti, e anche considerando i soli stranieri la quota arriva appena al 2,8%. Niente "svuota carceri" dunque. (segue)




