Milano, 22 gen. (Adnkronos) - Luigi Pelaggi, il funzionario del ministero dell'Ambiente arrestato oggi dai Carabinieri di Milano nell'ambito di una inchiesta sulla bonifica dell'area ex Sisas di Pioltello, non è nuovo ai guai giudiziari. Pelaggi risulta indagato anche nell'inchiesta della procura di Taranto sull'Ilva. Il funzionario è stato segretario della commissione tecnica che nell'agosto 2011 rilasciò all'Ilva l'Autorizzazione integrata ambientale, autorizzazione poi messa in discussione da Corrado Clini, successore di Stefania Prestigiacomo al ministero dell'Ambiente. Secondo l'ipotesi accusatoria dei magistrati tarantini, Pelaggi sarebbe stato vicino alla famiglia Riva tanto da "orientare la commissione nella direzione richiesta dai suoi interlocutori". In particolare, Pelaggi, sempre secondo gli inquirenti, in concorso con altri avrebbe fatto conoscere all'Ilva l'esito dei lavori della commissione nonostante fossero ancora segreti, "procedendo persino a consegnare a Luigi Capogrosso (già direttore dello stabilimento dell'Ilva, ndr) una bozza del provvedimento per consentire al gruppo Riva di interloquire e ottenere l'eliminazione di prescrizioni 'non gradite'". Luigi Pelaggi è stato anche commisssario per l'emergenza idrica e per i depuratori alle isole Eolie, incarico revocato da Mario Monti nell'aprile 2012. Il dirigente è stato nominato commissario straordinario per la bonifica per l'area ex Sisas di Rodano/Pioltello il 30 aprile del 2010, incarico per il quale questa mattina è stato arrestato con l'accusa di aver ricevuto almeno 700mila euro dalla società che si aggiudico' il bando di gara per la bonifica nell'autunno 2010, pur non avendone, secondo l'accusa, i requisiti.




